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Sharenting: i dati dei bambini a rischio sui social, serve una legge? Cristian Asara
Negli Stati Uniti cresce la preoccupazione per l’eccessiva condivisione di foto e video di bambini sui social network da parte di genitori e parenti. Questo fenomeno, noto come “sharenting“, espone i minori a numerosi rischi, tra cui il furto d’identità, il cyberbullismo e persino lo sfruttamento sessuale.
Pubblicare ecografie, primi passi, pappe e feste di compleanno può sembrare un modo innocuo per condividere la gioia di essere genitori, ma in realtà mette a repentaglio la privacy e la sicurezza dei bambini. I contenuti condivisi online diventano facilmente accessibili a chiunque, inclusi malintenzionati che potrebbero usarli per scopi illegali.
Per alcuni genitori, soprattutto influencer e blogger, lo sharenting è diventato un vero e proprio business. Sponsorizzazioni, campagne pubblicitarie e merchandising sfruttano l’immagine dei bambini per generare profitti, spesso senza il loro consenso o piena consapevolezza.
La natura effimera dei social network rende difficile la cancellazione dei contenuti una volta pubblicati, creando un’impronta digitale indelebile che potrebbe condizionare il futuro dei bambini. Per questo motivo, in molti chiedono una legge che tuteli i minori e limiti la loro esposizione online.
È importante ricordare che la protezione dei figli e la loro privacy dovrebbero avere la priorità assoluta rispetto al numero di like o follower sui social.
Radio Smeralda, puntata del 20 aprile 2024.