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Interviste

Sharper 2026: L’Università di Cagliari apre le porte ai suoi tesori

today21 Settembre 2026

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Un viaggio tra collezioni inedite e architetture dimenticate per svelare il grande patrimonio storico e artistico dell’Università di Cagliari in occasione di Sharper 2026.

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    Sharper 2026: L’Università di Cagliari apre le porte ai suoi tesori Cristian Asara, Rita Pamela Ladogana

 

Venerdì 25 settembre 2026, dalle 16:30 alle 23:30, il Centro d’arte e cultura La Vetreria a Pirri ospita Sharper Cagliari 2026, la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori. L’appuntamento offre l’occasione di scoprire come nasce la conoscenza scientifica attraverso laboratori con robot e droni, osservazioni al microscopio e approfondimenti dedicati alle scienze umane, sociali e alla sostenibilità.

Tra i protagonisti dell’iniziativa figura Rita Pamela Ladogana, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Cagliari, che guida il pubblico in un percorso tra musei, storie e architetture dimenticate. L’obiettivo principale è raccontare che l’ateneo non è soltanto un luogo di aule e didattica, ma custodisce una storia secolare avviata nel Seicento.

Ricercatori – immagine IA

Tesori nascosti e collezioni inedite

Il patrimonio dell’università comprende raccolte che spaziano dall’ambito umanistico a quello scientifico. Tra le meraviglie meno conosciute emergono le collezioni non ancora musealizzate, visibili solo per pochi giorni all’anno, dal Museo di Geologia a quello di Fisica. Accanto a queste spicca la Collezione Sarda Luigi Piloni, che raccoglie oltre mille manufatti esposti ma che resta ancora poco nota al grande pubblico.

Il legame con la ricerca

I pezzi custoditi dall’ateneo rappresentano un valore aggiunto per ampliare gli studi e approfondire le discipline. Le carte geografiche storiche costituiscono ad esempio un punto di partenza costante per la ricerca, stimolando anche l’organizzazione di mostre temporanee dedicate ad artisti come Maria Lai. La presenza delle discipline umanistiche all’interno di un evento scientifico sottolinea come beni culturali e ricerca vadano di pari passo per costruire un futuro consapevole e sostenibile.

Intervista a cura di Cristian Asara

Radio Smeralda del 21-09-2026

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