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Speculazione energetica in Sardegna: l’allarme dei comitati locali

today21 Ottobre 2025 25

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Speculazione energetica: il Comitato di Orgosolo denuncia l’invasione di pale eoliche e fotovoltaico

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    Speculazione energetica in Sardegna: l’allarme dei comitati locali Egidiangela Sechi, Mario Rubanu

La Sardegna è al centro di un acceso dibattito sulla speculazione energetica legata alla corsa agli impianti eolici e fotovoltaici. Tutto ha avuto origine con la semplificazione delle procedure autorizzative promossa dai governi Draghi e Meloni, che ha generato un’ondata di richieste per nuovi impianti energetici. Secondo Mario Rubanu, rappresentante del Comitato di Orgosolo, i progetti proposti sono dieci volte superiori rispetto al limite dei 6 GW previsti, una cifra che supera ampiamente il fabbisogno energetico dell’Isola.

Pale eoliche (immagine simbolo).

Una valanga di richieste che mette in crisi i comuni

Rubanu spiega come l’enorme mole di richieste stia creando gravi difficoltà ai piccoli comuni, spesso privi di personale tecnico adeguato. Ogni progetto richiede un’analisi approfondita e risposte formali in tempi ristretti: “Per un comune come Orgosolo, con meno di 4.000 abitanti, significa bloccare completamente l’ufficio tecnico per settimane”. Alcuni municipi, aggiunge, si trovano a gestire fino a sette richieste contemporaneamente, paralizzando di fatto la normale attività amministrativa.

Paesaggi e ambiente a rischio

Il comitato non è contrario alla transizione energetica, ma critica un modello basato su logiche speculative e prive di pianificazione territoriale. “Non si può decidere da un ufficio a mille chilometri di distanza dove installare pale eoliche o pannelli solari senza conoscere il territorio”, afferma Rubanu. L’espansione indiscriminata degli impianti rischia di deturpare paesaggi unici, danneggiare l’agricoltura locale e compromettere l’attrattiva turistica dell’Isola: “La nostra natura è un patrimonio che non tornerà più indietro se distrutto”, sottolinea.

Speculazione energetica: assenti i piani di dismissione

Rubanu evidenzia anche l’assenza di piani di dismissione per le pale eoliche, che hanno una durata limitata, poiché non esistono aziende specializzate nel loro smantellamento, e tra dieci anni potrebbero esserci molti impianti inutili. La soluzione, secondo i comitati, è puntare sull’energia rinnovabile ma in modo sostenibile, utilizzando tetti e capannoni già esistenti, senza sacrificare il paesaggio e l’identità della Sardegna.

Intervista a cura di Egidiangela Sechi
La Strambata del 21-10-2025

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