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Statuto Sardo, la risposta all’autonomia differenziata Nicola Scano e Michele Cossa
Tra le nuove riforme del governo Meloni, c’è sicuramente quella dell’autonomia differenziata, che non piace tanto alla Sardegna. I Riformatori Sardi hanno lanciato una nuova iniziativa per attualizzare lo Statuto Sardo e rafforzare l’autonomia della regione. In un contesto in cui si parla sempre più di autonomia differenziata, la Sardegna rischia di essere trascurata, soprattutto rispetto alle altre regioni a Statuto speciale. Michele Cossa, ex consigliere Regionale, è intervenuto negli studi di Radiolina e asserisce: “Il rischio è concreto, ma la cosa più paradossale è che in Sardegna non si parla della Sardegna. Noi stiamo assistendo al dibattito su autonomia differenziata si, autonomia differenziata no, ma quasi nessuno parla del problema vero. Cosa accadra ai poteri speciali della Sardegna, quando l’autonomia differenziata andrà a regime? Quello che sta succedendo è un passaggio epocale, cioè si sta andando verso un livellamento delle regioni”.

Secondo i Riformatori, lo Statuto Sardo, pur essendo stato concepito per garantire ampia autonomia, non ha prodotto i risultati sperati. In 75 anni, regioni come il Trentino hanno ottenuto quasi 200 norme di attuazione, mentre la Sardegna ne ha viste approvate solo 32. Questo ha creato un forte divario nello sviluppo tra la Sardegna e le altre regioni italiane. Cossa, inoltre, aggiunge: “La Sardegna rimane una stagione in ritardo di sviluppo, e allora noi dobbiamo stare a guardare mentre le altre regioni si rafforzano, oppure vogliamo opporre al governo Nazionale il tema della nostra isola?”
Uno dei principali obiettivi dei Riformatori è affrontare il tema cruciale della continuità territoriale, in particolare per i collegamenti aerei e marittimi, considerati vitali per risolvere il problema dell’accessibilità all’Isola. L’idea è di impegnare la Giunta regionale a collaborare con il Governo per ottenere le modifiche necessarie.

Se necessario, i Riformatori sono pronti a promuovere una petizione popolare per spingere il Governo a rivedere la normativa. La speranza è che questo processo possa finalmente dare alla Sardegna la piena attuazione del suo Statuto Sardo e permettere alla regione di superare il suo ritardo di sviluppo.
Intervista a cura di Nicola Scano
La Strambata del 24-10-2024