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Interviste

Strage di api nel sud della Sardegna: Coldiretti lancia l’allarme

micEgidiangela Sechi e Giuseppe Casutoday28 Luglio 2026 23

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Strage di api in Sardegna: Coldiretti chiede interventi urgenti contro il cambiamento climatico

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    Strage di api nel sud della Sardegna: Coldiretti lancia l’allarme Fabio Leoni

L’apicoltura della Sardegna meridionale affronta una delle stagioni più difficili degli ultimi anni, aggravata da temperature eccezionali, siccità persistente e incendi ricorrenti. Coldiretti Cagliari denuncia una nuova e preoccupante moria di api, fenomeno che richiama quanto accaduto durante la drammatica estate del 2023. Secondo il direttore provinciale Giuseppe Casu, l’intero comparto attraversava già una fase delicata prima dell’ondata di calore. “Il 2026 è un anno complesso per l’apicoltura, perché già prima di questi eventi estremi avevamo registrato importanti riduzioni della produzione”, sottolinea Casu.

Api (Pixabay)

Produzione in calo e famiglie di api distrutte

Le temperature elevate compromettono il delicato equilibrio biologico degli alveari, costringendo le api a dedicare gran parte delle proprie energie alla regolazione della temperatura interna. Questo comportamento riduce inevitabilmente la raccolta di nettare e la produzione di miele, mentre nei casi più estremi provoca lo scioglimento dei favi e la morte delle colonie. Le conseguenze coinvolgono anche larve e regine, rendendo necessaria la ricostruzione delle famiglie. “Quando il calore diventa estremo, purtroppo si ha una vera e propria morte delle api e abbiamo registrato anche lo scioglimento dei favi”, evidenzia Giuseppe Casu.

Coldiretti chiede aiuti e una strategia strutturale

Coldiretti Cagliari ha chiesto alla Regione Sardegna di rimodulare gli aiuti destinati al 2023 e di riconoscere anche il 2026 come anno di grave crisi per l’apicoltura. Secondo l’associazione, gli indennizzi precedenti non hanno raggiunto tutte le aziende colpite, lasciando molte imprese senza sostegno economico. Per Casu, tuttavia, i contributi finanziari non rappresentano l’unica risposta possibile davanti a fenomeni ormai ricorrenti. “Non sono più eventi estremi, ma eventi costanti e serve un intervento strategico, scientifico e strutturale per aiutare tutte le aziende ad affrontare il cambiamento climatico”, conclude il direttore provinciale.

Intervista a cura di Egidiangela Sechi

La Strambata del 28-07-2026

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