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Stufe invendute e pellet alle stelle: in Sardegna il caldo frena gli acquisti nei negozi Cristian Asara
Nei centri bricolage, nelle ferramenta e nei negozi specializzati della Sardegna, la merce è arrivata puntuale ormai da oltre quattro settimane. Le corsie sono occupate da decine di modelli: stufe a pellet, a legna e stufette elettriche di ogni fascia di prezzo. L’attesa dei commercianti per la solita corsa agli acquisti pre-invernali, però, è andata delusa. I clienti passano davanti agli espositori, guardano incuriositi e tirano dritto. Gli apparecchi rimangono fermi a occupare spazio prezioso nei magazzini, senza che si registri il movimento tipico di metà ottobre.

A bloccare del tutto le vendite è soprattutto un clima decisamente fuori stagione. Con massime che superano i venti gradi e pomeriggi dal sapore quasi estivo da nord a sud dell’isola, la sensazione dell’arrivo dell’inverno è del tutto assente. Le persone escono ancora a maniche corte e l’idea di accendere il riscaldamento appare lontana settimane. Senza la reale necessità di riscaldare gli ambienti domestici, qualsiasi spesa per la casa viene rinviata a data da destinarsi, lasciando le vetrine ignorate.
A questo fattore meteo si aggiunge il problema economico: il costo del pellet è tornato a livelli proibitivi. Il prezzo a sacco rende l’alimentazione quotidiana della stufa un impegno finanziario non indifferente, togliendo quella convenienza che in passato spingeva all’investimento. Di fronte a una stufa dal costo iniziale rilevante e a un combustibile alle stelle, le famiglie sarde preferiscono attendere. I commercianti sperano in un cambio improvviso del tempo, ma per ora il mercato del calore resta completamente congelato dal bel tempo.
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