Cala il costo della Tari nel capoluogo sardo e la Sardegna si conferma tra le regioni italiane con una pressione tariffaria sotto la media nazionale. È quanto emerge dal più recente report annuale di Cittadinanzattiva, che ha analizzato la spesa sostenuta da una famiglia tipo composta da tre persone e residente in un’abitazione di 100 metri quadrati.

A Cagliari la Tari 2025 si attesta a 430 euro, in netto calo rispetto ai 465 euro del 2024, con una diminuzione del 7,6%. Un dato che permette alla città di uscire dalla top ten dei capoluoghi più costosi, posizione occupata un anno fa. Il calo registrato rappresenta un’inversione di tendenza rispetto agli altri centri urbani dell’isola, dove la tassa invece aumenta.
A Nuoro si passa da 330 a 336 euro con un incremento dell’1,9%, a Oristano da 292 a 296 euro con una crescita dell’1,6%, mentre Sassari registra l’aumento più consistente, passando da 315 a 331 euro, pari al 5,2% in più rispetto al 2024. Il quadro regionale risulta dunque variegato, con forti differenze anche tra territori vicini.
In Sardegna una famiglia paga mediamente 348 euro all’anno, un valore leggermente inferiore rispetto ai dodici mesi precedenti, con una variazione del –0,6%. Nel confronto con il resto del Paese, le regioni più economiche restano Trentino-Alto Adige (224 euro), Lombardia (262 euro) e Veneto (290 euro), mentre le più costose sono Puglia (445 euro), Campania (418 euro) e Sicilia (402 euro).
A livello nazionale emerge come caso estremo Catania, capoluogo più oneroso con una media di 602 euro, mentre Cremona si conferma la città più economica con una spesa di 196 euro annui. La forbice tra Nord e Sud resta dunque molto ampia.
Secondo Tiziana Toto, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva, è fondamentale ridurre le disuguaglianze territoriali, garantire un servizio efficiente in tutto il Paese, con particolare attenzione al Mezzogiorno, promuovere la partecipazione civica e valorizzare gli osservatori locali. La tariffazione puntuale (Tarip) deve diventare strutturale, premiando comportamenti virtuosi di cittadini e Comuni, mentre la trasparenza deve essere rafforzata attraverso una rendicontazione pubblica chiara dei costi e dei risultati ambientali.
La raccolta differenziata resta uno degli strumenti principali per contenere i costi della Tari. A Cagliari le politiche locali continuano a puntare su una maggiore qualità nella separazione dei materiali, riducendo al contempo i conferimenti in discarica e migliorando la sostenibilità del servizio.
A cura di Enrico Fresu – Giornalista di Unionesarda.it
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