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Tragedia a Cala Fighera: proseguono le ricerche di Durzu Simona De Francisci, Mariangela Lampis, Enrico Fresu
Questa mattina sono riprese le ricerche di Paolo Durzu, il compagno di Manola Mascia, la ragazza ritrovata morta ieri in tarda mattinata nei pressi di Cala Fighera a Cagliari. Oggi è stato ritrovato il cappotto della ragazza e uno zaino, riconducibile invece ad un uomo. All’interno dello zaino c’erano i documenti di identità di Paolo Durzu. Sono ancora in corso i sopralluoghi da parte degli investigatori della squadra mobile e del medico legale Roberto Demontis.

In mattinata è avvenuto anche il riconoscimento del corpo di Mascia da parte dei familiari e al momento gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi. Le ferite rinvenute sul corpo della ragazza si possono ricondurre a una caduta da un’altezza elevata. Ci sono ancora molti punti oscuri nella tragedia e si pensa che la ragazza, essendo stata ritrovata nei pressi della spiaggia di Cala Fighera, sia stata riportata a riva proprio dalle correnti.
Mariangela Lampis ha intervistato questa mattina i genitori del compagno di Manola Mascia. Al momento infatti, le ricerche si concentrano sul ritrovamento del ragazzo. I genitori del ragazzo non sapevano dove andava il loro figlio mentre usciva, l’ultima volta che lo hanno visto, martedì mattina. Sua madre racconta che suo figlio le aveva solo detto che sarebbe stato fuori a pranzo, ma non sapevano con chi. Il ragazzo, non è tornato a casa per cena e non rispondeva ai messaggi della madre.

Come ha raccontato la madre di Paolo Durzu a Mariangela Lampis, intorno alle 22:30 si è presentata la madre di Manola Mascia a casa sua. La donna era preoccupata perché il telefono di sua figlia era staccato, quindi era andata a cercarla in casa del compagno. Le due hanno poi scoperto che anche il cellulare di Durzu era spento, e da lì sono iniziate le ricerche. I ragazzi erano amici da tanto tempo e stavano insieme da un anno e mezzo, come testimonia la madre di Durzu: “Si amavano tantissimo e facevano tutto sempre insieme”.
Cala Fighera e la zona di Cala Mosca in generale, era sicuramente un luogo in cui i due fidanzati andavano spesso, una sorta di luogo del cuore. Inizialmente le ricerche si sono concentrate anche sul ritrovamento di una macchina, che sarebbe servita ai due per raggiungere quel posto. In realtà, è stato ricostruito che i ragazzi si muovevano quasi sempre a piedi, anche perchè Durzu, a quanto emerge dai social, non era molto avvezzo all’utilizzo dell’auto.
Intervista a cura di Simona De Francisci
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