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Trame e ordito, il libro che racconta padre Salvatore Morittu Massimiliano Rais, Padre Morittu, Luigi Alfonso e Lorenzo Paolini
Padre Salvatore Morittu ha compiuto 80 anni il 29 settembre e ha ricevuto un omaggio speciale: Trame e ordito. Tessuto di voci per gli 80 anni di fra Salvatore Morittu, volume che raccoglie testimonianze, ricordi e riflessioni di alcune delle persone incontrate durante il suo lungo percorso. Il libro è stato presentato come un gesto di riconoscenza da parte di amici, volontari e persone coinvolte nelle attività di Mondo X Sardegna. Un regalo che il sacerdote ha accolto sottolineando il valore della dimensione collettiva: “Mi dà il senso che ricerco sempre: il senso del ‘noi’”. Una parola che riassume il significato della sua esperienza.

A spiegare la genesi di Trame e ordito è Luigi Alfonso, che ha contribuito a raccogliere e organizzare le numerose testimonianze dedicate a padre Morittu. Secondo Alfonso, il materiale avrebbe potuto essere ancora più ampio, vista la quantità di persone coinvolte nel percorso delle comunità. “Ce ne sarebbero voluti altri mille per testimoniare ciò che ha fatto Salvatore”, ha raccontato, definendo il volume un piccolo pensiero costruito attraverso le voci di chi ha condiviso una parte di questa storia. Il libro diventa così una sorta di archivio umano, capace di restituire affetto, riconoscenza e memoria attraverso il racconto diretto di amici, volontari e collaboratori.

Nel corso dell’intervista, Lorenzo Paolini ha ricordato una delle espressioni più note di padre Morittu, capace di sintetizzare il suo modo di guardare alle persone accolte nelle comunità. “Non esistono vite sbagliate, ma vite ferite” è la frase richiamata dal direttore editoriale de L’Unione Sarda, che ha evidenziato il peso umano e culturale di questo pensiero. Paolini ha descritto Morittu come una persona dai modi gentili, ma capace di trasmettere messaggi profondi e rigorosi. Un approccio che, secondo il giornalista, invita a riflettere sul rapporto con gli ultimi e su una società spesso poco incline a riconoscere la fragilità.

La storia di padre Salvatore Morittu è strettamente legata alla nascita della prima comunità di San Mauro nel 1980, considerata un passaggio decisivo per il suo percorso e per lo sviluppo delle esperienze successive in Sardegna. Luigi Alfonso ha ricordato quanto quel momento abbia rappresentato una svolta: “È stata la svolta per lui e per la Sardegna”. Da San Mauro sono nate altre realtà, tra cui Campu ’e Luas, S’Aspru e la casa famiglia destinata alle persone malate di AIDS. Una rete di accoglienza che nel tempo ha affrontato un contesto sociale profondamente cambiato, richiedendo nuove competenze, professionalità e risorse.
Padre Morittu ha raccontato anche le origini della propria formazione, maturata a Bonorva, dove fin dall’infanzia aveva vissuto a pochi passi da un convento francescano. La sua interpretazione di San Francesco cambiò durante gli anni del liceo, anche grazie agli stimoli culturali arrivati con il Concilio Vaticano II e il 1968. “Ho scoperto Cristo attraverso Francesco: il Cristo povero, crocifisso, cireneo e samaritano”, ha spiegato. Da quella nuova prospettiva nacque una concezione della fede sempre più legata all’incontro concreto con le persone emarginate, ai percorsi di recupero dalle dipendenze e all’assistenza delle persone colpite dall’AIDS.

Lorenzo Paolini ha raccontato di aver conosciuto direttamente una delle esperienze più significative sviluppate da padre Morittu, la casa di accoglienza di Sassari dedicata ai malati terminali di AIDS. Un luogo che, soprattutto negli anni in cui la malattia era accompagnata da paura e forte stigma sociale, rappresentava una forma concreta di vicinanza. Paolini ha ricordato quella esperienza con parole particolarmente significative: “Lì vedi un’esperienza incarnata”. Il racconto mette in evidenza il carattere pratico dell’azione di Morittu, fondata non soltanto sulla solidarietà astratta, ma sulla presenza quotidiana e sulla condivisione delle difficoltà.
Padre Salvatore Morittu ha rifiutato anche l’immagine dell’eroe costruita intorno alla sua figura, preferendo attribuire il valore del proprio percorso alle tante persone incontrate e coinvolte nel tempo. “In me c’è tutto fuorché la figura dell’eroe”, ha affermato, richiamando il celebre pensiero di Bertolt Brecht sulla necessità di una società che non abbia bisogno di eroi. Il sacerdote ha parlato invece di incompletezza, relazioni e collaborazione, spiegando come le persone incontrate lungo il cammino abbiano contribuito a trasformare quella fragilità individuale in una forza collettiva. È ancora una volta il “noi” la parola centrale della sua testimonianza.
Tra i ricordi legati alle comunità emerge anche un episodio raccontato da Luigi Alfonso e ambientato a Campu ’e Luas, dove Gigi Riva incontrò i ragazzi ospiti della struttura. Alfonso ha ricordato come l’ex campione del Cagliari e della Nazionale avesse accettato immediatamente la regola di non fumare prevista all’interno della comunità. Dopo essere rimasto anche a cena, Riva avrebbe confidato ad Alfonso: “È la prima volta che sto così tanto tempo lontano da una sigaretta!”. Un episodio apparentemente semplice, ma diventato negli anni uno dei tanti ricordi capaci di raccontare l’umanità degli incontri vissuti all’interno delle comunità di padre Morittu.
Oggi accanto a padre Salvatore Morittu opera anche padre Stefano Gennari, giovane frate che da alcuni anni condivide con lui l’impegno nel mondo delle dipendenze. Il sacerdote ha ricordato con gratitudine questo passaggio generazionale e il contributo delle numerose persone che hanno accompagnato il progetto. “Amo circondarmi di persone che rendono la mia incompletezza espressione di un ‘noi’”, ha spiegato. Il messaggio appare centrale anche nel futuro di Mondo X Sardegna, chiamata a confrontarsi con una realtà sociale diversa da quella degli anni Ottanta e con bisogni che richiedono professionalità sempre più specifiche.
Trame e ordito non sarà distribuito attraverso il tradizionale circuito delle librerie. Luigi Alfonso ha spiegato che il volume sarà disponibile in occasione delle iniziative organizzate da Mondo X Sardegna, attraverso un’offerta libera destinata a sostenere le attività dell’associazione e delle comunità. Un modo per trasformare il libro dedicato agli 80 anni di padre Salvatore Morittu in qualcosa di più di una semplice raccolta di testimonianze. Le sue pagine diventano infatti memoria di una storia iniziata a San Mauro nel 1980 e costruita nel tempo attraverso persone, volontari, operatori e ospiti, tutti uniti, come ha ricordato Morittu, dal “collante della cura e dell’attenzione all’uomo”.
Intervista a cura di Massimiliano Rais
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