Alessandra Carta – Giornalista de L’Unione Sarda – ha intervistato Umberto Ticca, consigliere regionale dei Riformatori e capogruppo. Prima di essere eletto in Regione, Umberto Ticca è stato consigliere comunale a Cagliari. Umberto Ticca esprime un giudizio nettamente critico sul primo anno di legislatura della Giunta Todde: “Ho visto veramente tantissime parole e pochissimi fatti”, ha dichiarato Ticca ai microfoni di Radiolina, criticando una bassa produzione legislativa, poco dibattito e pochissimo ascolto verso l’esterno. Le poche leggi “rilevanti” fatte sono state impugnate.

Nonostante le recenti tensioni politiche, in Consiglio regionale non si sono ancora registrate rotture definitive. La presidente continua a esercitare una leadership forte, imponendo scelte cruciali come quelle sulle nomine dei commissari sanitari. Tuttavia, questo atteggiamento ha provocato frizioni evidenti, prima in giunta e poi nella maggioranza. Secondo Ticca, un maggiore dialogo con il Consiglio, coinvolgendo sia la maggioranza che l’opposizione, avrebbe potuto favorire una gestione più equilibrata. Sul fronte del Partito Democratico, Ticca osserva una visione differente rispetto alla linea della presidente e auspica che il PD riesca a far emergere con più forza le proprie proposte.
Uno dei punti più critici per la Giunta Todde è il numero di leggi impugnate. In un anno, ne sono state impugnate quattro: la moratoria sulle rinnovabili, la legge sulle aree idonee, una piccola legge sull’assistenza sanitaria e la Legge 8 sulla riorganizzazione della sanità con le nomine dei commissari. Questo ritmo si avvicina al record della Giunta Solinas. Secondo Ticca, la maggioranza “pecca di presunzione” e non ascolta abbastanza il Consiglio regionale, dove le leggi potrebbero essere migliorate.
La sanità è definita la “prima emergenza sarda”. I sardi “hanno paura di ammalarsi ormai da anni”. È un problema “stratificato negli anni”, non imputabile solo alle giunte Todde o Solinas, ma che “da 20 anni cresce sempre di più”. Tuttavia, chi si candida a governare dovrebbe essere in grado di affrontare questi problemi. In questo anno, non si è vista “neppure un’idea di come migliorare il sistema sanitario”.
Per risolvere l’emergenza sanità, Ticca suggerisce due tipi di interventi:
Un altro punto critico nella sanità è la mancanza di ascolto degli operatori. Riferendosi ai lavori all’ospedale Businco, critica la mancanza di dialogo tra la direzione e i medici. Per rilanciare la sanità, bisogna “ripartire dai medici ad ascoltarli un po’ di più”, non solo i medici, ma tutti gli “operatori del settore”.
Sul tema delle rinnovabili e della speculazione energetica, i Riformatori partono dagli obiettivi sovranazionali per lo spegnimento del carbone. Credono in un “mix energetico” ma criticano la legge sulle aree idonee per mancanza di una strategia energetica e problemi giuridici. Propongono di “ribaltare il tavolo” e ripartire da una “proposta” all’interno di un piano energetico.
Riguardo alla necessità di una fonte fissa per il sistema elettrico sardo, Umberto Ticca è favorevole al metano e alla dorsale. Ritiene che si sia “perso un’occasione sul metano”, ma spera che “forse non è troppo tardi”, anche se il tempo sta passando inutilmente.
Anche i trasporti rappresentano un’altra “emergenza” per la Sardegna. Critica il fatto che non si riesca a garantire ai sardi il diritto alla mobilità. Dopo un anno, si sta facendo la “fotocopia del vecchio bando” per la Continuità Territoriale e non è iniziato il dialogo con Bruxelles per il nuovo. I problemi per chi viaggia persistono, acuendosi nei periodi di festa. Questo è un tema “fondamentale” perché riguarda la mobilità dei residenti, non solo dei turisti.
Se dovesse fare un rimpasto, Umberto Ticca partirebbe dal “cambiare presidente”. Tra gli assessori, salverebbe Franco Cucureddu (Turismo) per il buon lavoro e Giuseppe Meloni (Bilancio), ritenendo che il ritardo nell’approvazione del bilancio non sia colpa sua ma una scelta “gravissima” della Presidente.
Infine, Ticca è “convinto che” la Giunta Todde “non durerà” i 5 anni di legislatura. Pur non volendo commentare le vicende giudiziarie sulla rendicontazione delle spese della Presidente, che definisce un “grave errore amministrativo” con conseguenze da decidere in tribunale, crede che le divisioni nella maggioranza presenteranno il conto. Immagina che la crisi possa verificarsi “a ridosso delle elezioni politiche”, probabilmente nel 2027, influenzata dalle difficoltà nazionali del Campo Largo.
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