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Un viaggio nel tempo sotto le rocce del Montalbo Cristian Asara
Nel cuore della Sardegna, dove il calcare custodisce segreti antichi, una ricerca scientifica ha portato alla luce un tesoro biologico inaspettato. Dieci nuove specie di piccoli crostacei, lunghi appena un paio di centimetri, sono state scoperte nelle cavità carsiche del Montalbo. Questi minuscoli abitanti, tra cui spiccano lo Stenasellus montisalbis e lo Stenasellus tepilorae, sono rimasti protetti dal mondo esterno per milioni di anni, diventando testimoni viventi di un’epoca in cui la Sardegna era ancora unita alla penisola iberica e alla Francia.

La scoperta è il frutto di due anni di esplorazioni estreme condotte dall’associazione Phreatic insieme agli studiosi della Libera Università di Bruxelles. Gli esperti hanno affrontato centinaia di ore di immersione in cunicoli stretti e sifoni profondi, utilizzando tecnologie avanzate come i rebreather per la respirazione a circuito chiuso. Grazie all’analisi del DNA ambientale, i ricercatori non solo hanno censito i nuovi gamberetti, ma hanno anche ricostruito pezzi mancanti della storia geologica ed evolutiva del Mediterraneo.
Presentato a Nuoro durante l’incontro “Dove l’acqua incontra la vita”, il progetto sottolinea l’importanza della Riserva di Biosfera MaB Unesco di Tepilora. Come evidenziato dai responsabili del Parco e dai geologi coinvolti, conoscere queste acque sotterranee è fondamentale per la protezione della biodiversità. Questi ecosistemi nascosti, che collegano aree come Siniscola e Lula, rappresentano una nuova frontiera della conoscenza che la Sardegna ha saputo preservare intatta fino a oggi.
Radio Smeralda, puntata del 14/02/2026
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