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Vendemmia in Sardegna, raccolta anticipata di 10 giorni Alessandra Ragas, Mariano Murru
La vendemmia in Sardegna è iniziata con 7-10 giorni di anticipo, mentre il caldo intenso ha ridotto alcune rese, senza compromettere generalmente sanità e qualità. «La novità di quest’anno è stato un anticipo notevolissimo, che qui in Sardegna si è attestato intorno ai 7-10 giorni», ha spiegato Mariano Murru, presidente Assoenologi Sardegna.

Le temperature elevate hanno accelerato la maturazione, portando ad avviare precocemente la raccolta delle uve destinate alle basi spumante e agli altri vini secchi. «Siamo in vendemmia già da prima di Ferragosto e probabilmente ci sarà anche un anticipo nella conclusione della raccolta», ha dichiarato Murru.
L’andamento climatico ha evidenziato differenze significative tra vigneti irrigati e superfici prive di acqua, rendendo la gestione idrica sempre più centrale. «La possibilità di irrigare e avere a disposizione l’acqua fa la differenza anche nella viticoltura», ha sottolineato il presidente dell’associazione.
Tra i risultati più incoraggianti emerge il Vermentino, vitigno centrale della produzione regionale e particolarmente richiesto dai mercati, soprattutto nell’attuale attenzione verso i vini bianchi.
«Il Vermentino ha dato ottimi risultati un po’ in tutta l’isola, e questo è importante perché i mercati chiedono in particolare i bianchi», ha spiegato.
Le temperature primaverili hanno invece condizionato alcune varietà, determinando una riduzione delle quantità raccolte per vitigni come Nasco e Malvasia. «Abbiamo avuto una diminuzione importante delle quantità già in partenza, però le uve sono perfettamente sane e di grande qualità», ha precisato Murru.
Le uve rosse hanno risentito maggiormente delle condizioni climatiche, con una possibile diminuzione delle rese, ma prospettive interessanti per struttura, colore e concentrazione. «Saranno sicuramente dei vini ricchi e concentrati, sia in colore sia in corpo e struttura, e daranno vita a vini importanti», ha affermato.
Carignano, Monica e Cannonau hanno mostrato una buona capacità di adattamento, confermando il valore della biodiversità viticola presente nei diversi territori dell’isola. «La Monica, parlando di un vitigno locale, a queste temperature ha retto più di altri vitigni», ha osservato il presidente.
Nonostante il lavoro particolarmente impegnativo nei vigneti, il primo bilancio resta positivo, anche se l’associazione attenderà la conclusione della raccolta prima dei dati definitivi. «Non posso che esprimere un giudizio positivo, nonostante sia stato veramente molto difficile un po’ per tutti», ha dichiarato Murru.
Con l’arrivo dell’autunno, l’attenzione si concentra ora sulle precipitazioni, indispensabili per consentire alle piante di recuperare dopo mesi caratterizzati da temperature elevate. «Le piante sono stremate e hanno bisogno di essere rincuorate e rinforzate con l’arrivo delle piogge», ha spiegato Murru.
La Sardegna offre una ricchezza viticola legata ai territori, dalle produzioni del Carignano fino al Cannonau e ai Vermentini della Gallura. «Abbiamo una ricchissima biodiversità, tantissime tipologie e varietà, strettamente legate anche ai diversi territori», ha concluso Mariano Murru.
La vendemmia diventa anche un’occasione per valorizzare il paesaggio rurale sardo, invitando cittadini e visitatori a conoscere direttamente vigne, territori e produzioni locali. «Vale la pena visitare questi territori e assaggiare i prodotti che si ottengono in quei luoghi», ha concluso Murru.
Intervista a cura di Alessandra Ragas
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