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Vertice in Alaska: lo sguardo di Pechino e il nuovo ordine geopolitico Fabio Leoni
Il 15 agosto, l’attenzione globale si è concentrata sull’Alaska per un vertice atteso tra Putin e Trump. I principali quotidiani italiani hanno messo in risalto questo incontro significativo, notando l’assenza del presidente ucraino Zelensky. Tale evento domina le notizie, oscurando persino la politica interna del paese. Per analizzare questo contesto, abbiamo parlato con Giorgio Cuscito, esperto di Cina e analista per Limes. Ha chiarito la portata delle implicazioni di questo summit. «Certamente spettatrice interessata la Cina perché dalla prospettiva di Pechino chiaramente una tregua, un’intesa anche temporanea tra Stati Uniti e Russia può avere molte implicazioni geopolitiche» ha affermato.

Pechino, pur apparendo spettatrice, segue con grande interesse il vertice in Alaska. Dalla sua prospettiva, una tregua tra Stati Uniti e Russia potrebbe rivitalizzare le rotte commerciali della Via della Seta. Queste vie terrestri erano state messe in discussione dalla guerra in Ucraina. Tuttavia, esiste anche il timore che un riavvicinamento Washington-Mosca possa separare la Russia dalla Cina. Attualmente, le due nazioni sono strategicamente vicine, operando in funzione antiamericana. «Uno dei timori della Cina è che, appunto, Trump riesca effettivamente ad allontanare Putin da Xi Jinping e quindi che tenti anche di mettere la Russia contro la Cina» ha spiegato Cuscito.
La vera posta in gioco per la Russia non è solo l’Ucraina, ma ridefinire gli equilibri con la NATO e gli Stati Uniti. Mosca percepisce l’America in una fase di difficoltà interna e transizione. Questo offre un’opportunità per guadagnare spazio geopolitico nel mondo. L’Unione Europea, purtroppo, sembra rimanere fuori dai giochi principali. Non è percepita come un vero soggetto geopolitico unitario da parte di Mosca. Le sue diverse identità interne ne limitano la capacità di agire. «La partita vera dalla prospettiva della Russia è chiaramente quella con gli Stati Uniti: si tratta di ridefinire gli equilibri tra la Russia, la NATO e gli Stati Uniti sul fronte europeo» ha precisato.

L’Italia, nonostante l’allineamento con l’Unione Europea, si trova in una posizione di osservatore attento. Il nostro paese appartiene adesso alla sfera d’influenza americana, mantenendo un rapporto privilegiato con gli Stati Uniti. Questa connessione influenza profondamente la nostra visione sulla guerra in Ucraina. La partita in corso è cruciale per il futuro assetto mondiale. Essa va oltre i confini ucraini, coinvolgendo gli equilibri di potere globali. «Purtroppo l’Italia in questa fase è spettatore anch’esso interessato perché comunque noi facciamo parte della sfera di influenza americana, abbiamo un rapporto privilegiato con gli Stati Uniti» ha concluso Cuscito.
Intervista a cura di Simona De Francisci
La Strambata del 12-08-2025
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