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Vince le elezioni in Perù, ma il suo nome è tutto un programma Cristian Asara
In Perù, un candidato ha vinto le elezioni locali nel piccolo comune di Queropalca grazie a una curiosa particolarità: si chiama Hitler Mussolini Simeón Flores. Questo nome unisce i due storici dittatori del Novecento, ma in Sud America è piuttosto comune scegliere nomi insoliti o storici senza badare troppo al loro significato negativo.

Il neo sindaco ha ottenuto 229 voti, superando di pochissimo gli altri concorrenti in una sfida molto combattuta. In Perù non è la prima volta che un politico con questo nome ottiene il consenso dei cittadini: in passato altri candidati chiamati Hitler hanno ricoperto incarichi importanti nelle amministrazioni locali e in Parlamento.
Nel nostro Paese una situazione del genere non sarebbe possibile. La legge vieta di imporre ai bambini nomi ridicoli, offensivi o che richiamano dittatori e criminali, per evitare che i minori subiscano derisioni. Sono vietati anche i nomi dei parenti stretti viventi, i termini che non corrispondono al genere e i caratteri stranieri non previsti dall’alfabeto italiano.
Se un genitore insiste per registrare un nome vietato, l’ufficiale dell’anagrafe deve comunque registrare l’atto di nascita ma avvisa subito la Procura della Repubblica. Sarà poi il tribunale a decidere se cambiare il nome del bambino con uno più adatto, tutelando la sua dignità.
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