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Vinile, la riscossa del disco: dagli USA alla Sardegna Cristian Asara
Il mondo della musica celebra un ritorno al passato che non sembra arrestarsi. Negli Stati Uniti, nel 2025, i ricavi dalle vendite dei vinili hanno superato il miliardo di dollari, un traguardo che mancava dal 1983. Secondo i dati della Riaa, il formato fisico cresce da diciannove anni consecutivi. Con 47 milioni di unità vendute, il disco ha battuto sia i CD che i download digitali, segnando un nuovo modo di consumare musica.

A guidare questa scalata è Taylor Swift, che con il suo album “The Life of a Showgirl” ha venduto 1,6 milioni di copie. Una scelta commerciale basata su diverse edizioni speciali e gadget ha trasformato il disco in un oggetto da collezione. Anche artisti come Sabrina Carpenter e Kendrick Lamar occupano i vertici delle classifiche, confermando che il pubblico è disposto a investire in un prodotto tangibile nonostante l’aumento dei prezzi medi, ormai vicini ai 37 dollari.
In questo scenario internazionale, la Sardegna gioca un ruolo da protagonista con la Dess Lab di Olbia. Nata dalla passione dei fratelli Roberto e Maurizio Dessena, l’azienda è uno dei quattro vinilifici attivi in Italia. Con un passato da deejay in Costa Smeralda, i fondatori hanno saputo intercettare la tendenza del ritorno ai 12 pollici, trasformando uno studio di registrazione domestico in una realtà che oggi fattura 300mila euro all’anno e distribuisce dischi in tutto il mondo.
La produzione a Olbia segue un processo meticoloso: si parte dal taglio del segnale audio su una lacca, che viene poi sottoposta a trattamenti chimici ed elettrici per ottenere gli stampini. All’interno di presse speciali, il PVC riscaldato prende forma insieme alle etichette, creando un prodotto che punta sulla qualità del suono.
Radio Smeralda, puntata del 18/03/2026
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