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Ep. 24 – Volevo essere l’ingegner Carta: Franco Meloni presenta il romanzo autobiografico

today18 Giugno 2026 29

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Il romanzo di Franco Meloni racconta una vita tra sogni, sanità e Sardegna

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    Ep. 24 – Volevo essere l’ingegner Carta: Franco Meloni presenta il romanzo autobiografico Fabio Leoni

Nella nuova puntata di  Unione Cult, condotto da Francesca Figus, protagonista della puntata è Franco Meloni, che presenta il suo romanzo Volevo essere l’ingegner Carta. Il libro ripercorre una vita intensa, segnata da ambizione, ironia e visione, attraversando decenni cruciali per la Sardegna moderna. Meloni spiega: “Questo libro racconta il mio desiderio di diventare qualcuno capace di lasciare un segno concreto nella società”. L’opera diventa così una narrazione personale, ma anche il ritratto di un’intera generazione cresciuta tra trasformazioni sociali e grandi cambiamenti.

Franco Meloni, negli studi di Radiolina

L’infanzia a Carbonia e il mito dell’ingegner Carta

Il romanzo affonda le radici nella Carbonia degli anni Cinquanta e Sessanta, una città plasmata dall’industria mineraria e da forti figure manageriali. Tra queste emerge l’ingegner Giorgio Carta, simbolo di potere, modernità e capacità di costruire il futuro del Sulcis industriale. Franco Meloni racconta: “L’ingegner Carta rappresentava l’uomo che trasformava le idee in realtà, e io sognavo di diventare come lui”. Quel modello di leadership segna profondamente il giovane Meloni, alimentando una visione orientata all’innovazione e alla responsabilità collettiva.

I dubbi giovanili e la costruzione del carattere

Prima del successo professionale, il percorso di Meloni attraversa incertezze e momenti di crisi che il romanzo racconta con sincerità e leggerezza. L’esperienza al Politecnico di Torino si rivela particolarmente difficile, segnando un confronto duro con i propri limiti e le proprie paure. Meloni ricorda: “Per la prima volta mi sentii davanti a qualcosa più grande di me e compresi quanto fosse difficile trovare la propria strada”. Quelle difficoltà, però, diventano fondamentali per forgiare carattere, disciplina e capacità di affrontare sfide future complesse.

Il romanzo e la rivoluzione della sanità sarda

Una parte centrale del libro è dedicata alla straordinaria trasformazione della sanità in Sardegna e al ruolo di Meloni in questo processo storico. Dalla nascita del Servizio Sanitario Nazionale alla crescita dell’Ospedale Brotzu, il romanzo mostra il dietro le quinte di una vera rivoluzione. Meloni afferma: “La sanità non vive soltanto di medici, ma soprattutto di organizzazione, visione e capacità di costruire sistemi efficienti”. Il libro racconta il passaggio da una sanità frammentata a un modello moderno capace di elevare la qualità dell’assistenza.

Il Brotzu come simbolo di eccellenza

Tra i capitoli più significativi del romanzo emerge l’esperienza al Brotzu di Cagliari, diventato nel tempo una delle eccellenze italiane. Sotto la guida di Meloni, l’ospedale sviluppa alta specializzazione in trapianti, cardiochirurgia e cure avanzate, riducendo la mobilità sanitaria passiva. Meloni sottolinea: “Abbiamo dato ai sardi la possibilità di curarsi nella loro terra, evitando i dolorosi viaggi della speranza”. Il romanzo restituisce il valore umano e professionale di una stagione sanitaria irripetibile per l’isola.

Un libro tra memoria, ironia e futuro

Oltre al racconto del passato, Volevo essere l’ingegner Carta guarda al futuro, mantenendo uno sguardo lucido sui problemi ancora aperti. Meloni dedica oggi il proprio impegno al tema dell’autismo adulto attraverso la Fondazione A18, nata per sostenere famiglie spesso lasciate sole. L’autore conclude: “Il mio sogno oggi è creare strutture innovative che aiutino le famiglie e migliorino la qualità della vita dei pazienti”. Il romanzo si chiude così con un messaggio potente: l’ambizione più grande è mettere competenze e visione al servizio degli altri.

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