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West Nile a Oristano: che cos’è e come proteggersi Egidiangela Sechi, Paolo Pireddu
La provincia di Oristano rafforza il piano contro la West Nile dopo oltre 40 casi e alcuni decessi registrati nel 2025. Il presidente Paolo Pireddu ha annunciato nuove misure strutturate per prevenire una stagione estiva potenzialmente critica. “Il 2025 è stato un anno molto particolare, con oltre quaranta casi e anche alcuni decessi nella nostra provincia”, ha dichiarato Pireddu, sottolineando la gravità dell’emergenza sanitaria.

La West Nile è una zoonosi, quindi una malattia trasmissibile dagli animali all’uomo, con un forte impatto sulla salute pubblica. Colpisce principalmente uccelli selvatici, cavalli e può infettare anche l’uomo attraverso la puntura di zanzare infette. “Parliamo di una zoonosi che rappresenta un serio problema di salute pubblica, perché può essere trasmessa dall’animale all’uomo”, ha spiegato il presidente. Negli ultimi dieci-quindici anni, circa il 70% delle malattie infettive emergenti nell’uomo è riconducibile a zoonosi, incluse infezioni da virus, batteri e parassiti.
Per prevenire una nuova emergenza, la Provincia ha attivato protocolli più rigidi coinvolgendo enti locali, comuni e cittadini. Sono state installate 130 nuove trappole di monitoraggio e acquistati 68.000 kit antillarvali da distribuire alla popolazione. “Stiamo attivando protocolli più rigidi rispetto allo scorso anno, intervenendo anche nei focolai domestici da cui si è diffuso il virus”, ha affermato Pireddu. I kit potranno essere utilizzati in cisterne, sottovasi e ristagni d’acqua non eliminabili, contribuendo a ridurre la proliferazione delle zanzare in ambito urbano.
Le abbondanti piogge invernali potrebbero favorire la formazione di aree acquitrinose, aumentando il rischio di proliferazione delle zanzare in primavera ed estate. L’azione preventiva parte quindi con largo anticipo. “Questa eccessiva piovosità potrebbe creare nuove zone stagnanti e favorire una proliferazione importante già dalla primavera”, ha avvertito il presidente. L’obiettivo è ridurre il rischio prima dell’arrivo del caldo, evitando una nuova impennata di casi, comprese le forme neuroinvasive più gravi.
Il piano prevede interventi mirati su caditoie e griglie stradali, con dispositivi che rilasciano prodotti larvicidi in modo costante e prolungato. È stato inoltre acquistato un drone per trattare le aree extraurbane difficilmente raggiungibili. “Abbiamo acquistato anche un drone per intervenire nelle zone umide dove l’uomo non può arrivare con facilità”, ha spiegato Pireddu. Queste tecnologie consentiranno di contenere la proliferazione delle zanzare anche nelle campagne e nelle aree più isolate del territorio oristanese.
Fondamentale anche il contributo dei cittadini, evitando ristagni d’acqua su balconi e giardini, utilizzando zanzariere e repellenti durante i mesi più caldi. “Soprattutto nei mesi estivi bisogna fare attenzione ai ristagni d’acqua come sottovasi o cisterne, perché lì la zanzara tende a proliferare”, ha concluso Pireddu.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
La Strambata del 17-02-2026
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