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West Nile in Sardegna: si registrano due morti, la Regione Sardegna convoca un tavolo tecnico Luca Neri, Marco Lai
L’attenzione per l’epidemia della Febbre del Nilo è estremamente alta nella provincia di Oristano in questo momento. La situazione attuale sta offrendo numeri sempre più preoccupanti, aggiornati con cadenza quotidiana. I contagi confermati hanno raggiunto il drammatico totale di 30 persone che hanno contratto il virus. Purtroppo si registrano anche due decessi legati alle complicazioni generate dal virus West Nile. Questi contagi si stanno verificando anche al di fuori della provincia e persino nella penisola italiana. Si parla quindi apertamente di emergenza sanitaria e delle modalità per affrontarla. Si può ipotizzare un numero molto più elevato di asintomatici non rilevati senza la manifestazione dei sintomi, evidenzia Marco Lai, giornalista di Videolina.

Il caldo anomalo e prolungato favorisce sensibilmente la proliferazione delle zanzare che sono l’insetto vettore del virus. Le zanzare si replicano velocemente nelle zone umide e nelle lagune presenti nel ricco territorio oristanese. Anche l’immigrazione degli uccelli contribuisce al fenomeno, poiché agisce come un serbatoio naturale per la diffusione del virus. La Provincia ha comunque programmato interventi antilarvali nelle aree di pertinenza pubblica per tutto l’arco dell’anno. In 87 comuni si eseguono 250 interventi mensili, che partono regolarmente dal primo gennaio. Si parla di oltre 3.200 interventi nelle vie dei centri abitati fino a maggio o giugno.
Nonostante tutti gli sforzi profusi, la realtà attuale è che la disinfestazione in atto non sembra essere assolutamente sufficiente. Il personale tecnico a disposizione dell’ente provinciale si è ridotto, contando solamente 24 operatori in organico. Altri 10 disinfestatori verranno assunti tramite bando, ma i tempi tecnici propongono evidenti lungaggini. L’ente pubblico non può intervenire nelle aree private, come le tante aziende agricole e quelle zootecniche. Spetta quindi agli agricoltori e agli allevatori agire in autonomia nelle loro rispettive proprietà. Diversi focolai sono stati rilevati a Cabras e a Oristano, considerati epicentro della attuale diffusione del virus. Questi centri abitati confinano strettamente con ettari ed ettari di risaie attive.
Per affrontare l’emergenza crescente, la Regione Sardegna ha convocato un primo tavolo tecnico per il prossimo lunedì. Questo incontro fondamentale vedrà la partecipazione dell’ASL di Oristano insieme alla Provincia interessata. Sarà un momento cruciale per definire le misure da adottare. La Provincia chiede una cabina di regia regionale per organizzare la risposta. “La provincia chiede una cabina di regia perché con mezzi propri l’ente non riesce a far fronte alle richieste e alle esigenze di disinfestazione”, sottolinea il giornalista. L’escalation dei contagi rischia fortemente di far diventare la malattia endemica nella zona specifica. Ciò significa che la Sardegna intera rischia di fare i conti con la febbre del Nilo ogni singolo anno.
Il rischio di morte o situazioni neurologiche gravi interessa solamente un caso su cento persone contagiate. Il problema comunque riguarda anche le persone giovani e i soggetti con delle fragilità, non soltanto gli anziani. Ad oggi non esiste ancora un vaccino specifico né una terapia mirata per contrastare efficacemente la malattia. Il direttore del reparto di malattie infettive di Cagliari non ha escluso nuovi orientamenti della ricerca. “Non è escluso che la ricerca possa orientarsi verso lo studio di un vaccino che possa in qualche modo mettere al riparo dagli effetti più terribili della malattia”, conclude Marco Lai. L’obiettivo primario sarebbe proteggere le persone più esposte al concreto rischio di contagio.
Intervista a cura di Luca Neri
Caffè Corretto del 19-09-2025
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