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Una Finestra sull'Universo

Ep. 31 – La luna di Saturno che nasconde un oceano: c’è vita su Encelado?

today4 Ottobre 2025 120 194

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Nuove scoperte su Encelado: l’origine dei composti organici è in discussione

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    Ep. 31 – La luna di Saturno che nasconde un oceano: c’è vita su Encelado? Manuel Floris e Grace Richards

Una finestra sull’universo” ci invita a volgere il nostro sguardo all’infinito, osservando il cosmo con potenti strumenti come telescopi e anche sonde interplanetarie. L’astrofisico Manuel Floris ha ospitato l’astrofisica Grace Richards, ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e Planetologia Spaziale di Roma. Il tema centrale della puntata è Encelado, una delle 274 lune che orbitano attorno a Saturno, il gigante gassoso con gli anelli. Encelado, ricoperta di ghiaccio, è una luna misteriosa che potrebbe celare un grande oceano d’acqua, potenziale habitat per la vita extraterrestre.

Encelado (foto wikipedia)

Un mondo oceano con le condizioni per la vita

Encelado è riconosciuta come un mondo oceano, completamente coperto di ghiaccio, ed è uno dei luoghi più geologicamente attivi in tutto il nostro sistema solare. La sua struttura è composta da un nucleo interno roccioso, da un oceano globale di acqua liquida e anche da una spessa crosta ghiacciata esterna. La cosa davvero affascinante è che il materiale di questo oceano viene espulso nello spazio attraverso alcune fratture nella superficie ghiacciata. La sonda Cassini ha documentato questi enormi penacchi raccogliendo dati importanti sulla loro composizione chimica. È stata riscontrata tantissima acqua e la presenza di tutti gli elementi chimici importanti per la vita, come idrogeno e carbonio. Cassini ha rilevato pure prodotti chimici che indicano la presenza di energia di tipo idrotermale all’interno della luna ghiacciata. Queste fonti idrotermali, molto simili a quelle presenti negli oceani terrestri, sono ipotizzate come origine della vita sulla Terra. L’energia è generata dalle forze gravitazionali di Saturno, che mantengono stabile l’oceano per lunghissimi tempi geologici.

Nuove simulazioni e l’irradiazione spaziale

Fino a poche settimane fa, l’origine dei composti organici precursori della vita, trovati nei penacchi, si riteneva fosse esclusivamente l’oceano sotterraneo. Un nuovo studio, coordinato da Grace Richards e dal suo team internazionale, ha messo in discussione questa ipotesi con evidenze sperimentali. Nel nostro laboratorio abbiamo irradiato ghiaccio simile a quello di Encelado usando ioni presenti nella magnetosfera di Saturno. La magnetosfera è composta da molte particelle ad alta energia, alcune delle quali hanno origine proprio dalla luna stessa. Abbiamo ricreato queste precise condizioni per capire se è possibile distinguere tra materiale che proviene dall’oceano e materiale prodotto da processi nello spazio profondo. I risultati dimostrano che è possibile generare molecole organiche, pur partendo da un ghiaccio relativamente semplice, attraverso processi che avvengono nello spazio. Per questo motivo, quando cerchiamo prove di chimica prebiotica, dobbiamo essere sicuri che questi elementi provengano realmente dal sottosuolo.

Grace Richards, astrofisica (foto sito Inaf)

Tracce di vita unicellulare e speranze per il futuro

La luna Encelado rimane ancora una candidata primaria per ospitare la vita nel nostro sistema solare, nonostante le nuove scoperte sull’origine dei composti organici. L’astrofisica Richards afferma che dobbiamo avere un’altra missione spaziale per saperlo con certezza, se esiste evidenza della vita oppure no. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha in programma una grande missione programmata per il 2050/2053, con obiettivi molto ambiziosi. Durante questa missione potremo atterrare sulla superficie ghiacciata e campionare direttamente il materiale espulso dai penacchi. Quando cerchiamo la vita, concentriamo la nostra attenzione sui segni di vita passata o sulle tracce di organismi unicellulari. Se esistono processi abiotici, quelli che avvengono in assenza di vita, in grado di generare questi stessi composti, allora l’origine biologica non è certa.

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