L’operazione “Termine”, condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari, ha portato all’arresto di 50 persone. Sono 9 ai domiciliari e 3 sottoposte all’obbligo di dimora. L’indagine, durata cinque anni, ha svelato un vasto traffico di cocaina tra la Penisola e la Sardegna, gestito da due distinte organizzazioni criminali: una dedicata all’acquisto della droga in Toscana e Veneto, l’altra al trasporto su camion modificati con doppi fondi. Enrico Fresu, caposervizio del sito UnioneSarda.it, è intervenuto in studio per commentare la notizia.

Nonostante nell’ordinanza cautelare di oltre 368 pagine non compaia mai la parola “mafia”, gli investigatori della DDA, guidati dal procuratore Rodolfo Sabelli e dal sostituto Danilo Tronci. Si segue la pista che punta dritto alla mafia albanese. Le autorità sospettano che la cocaina, quasi un quintale in totale, possa provenire da circuiti criminali internazionali con base in Albania, prima di giungere in Italia e successivamente in Sardegna.
Il gip Luca Melis ha firmato l’ordinanza che descrive in dettaglio le operazioni di trasporto e occultamento della droga. Gli investigatori del Nucleo operativo di Carbonia stanno ora ricostruendo i rapporti tra alcuni degli otto indagati albanesi e i loro contatti oltre l’Adriatico. La collaborazione tra la DDA di Cagliari e la Direzione Nazionale Antimafia potrebbe rivelare il coinvolgimento di reti criminali europee, confermando così l’ombra lunga della mafia albanese sul traffico di droga in Sardegna.
Intervista a cura di Massimiliano Rais
Caffè Corretto del 08-10-2025
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