Dopo aver appeso i guanti al chiodo, Simone Aresti, ex portiere del Cagliari, non si è mai davvero allontanato dal campo: “Continuo ad allenare, quindi sono sempre sul terreno di gioco. Il mio rapporto con il Cagliari continua perché ne sono tifoso: seguo tutte le partite, dai più piccoli alla prima squadra”, ha raccontato l’ex portiere con orgoglio. Nel frattempo, Aresti ha iniziato un percorso di formazione professionale: “Sto studiando per ottenere l’abilitazione che mi permetterà di allenare i portieri in Serie A. Mi sono anche iscritto a Scienze Motorie, perché voglio completare la mia preparazione”.

Insieme all’amico e collega Andrea Cocco, Aresti ha dato vita a una nuova Academy dedicata a portieri e giocatori di movimento. “L’idea è nata dal desiderio di offrire ai ragazzi un allenamento in più, mirato e di qualità”, spiega. L’open day è fissato per il 25 ottobre ad Assemini e il 30 ottobre a Selargius, con allenamenti gratuiti aperti ai giovani atleti. “I posti sono limitati, quindi è necessaria l’iscrizione tramite i nostri canali social”, ricorda Aresti.
Per Simone, il ruolo del portiere è una vera missione. “È il mio mondo. Poter trasmettere la mia esperienza a chi vuole intraprendere questo percorso è un sogno. È un ruolo difficile, ma unico. Devi essere un po’ matto per tuffarti nel fango o sul cemento, ma è qualcosa che senti dentro”. Secondo Aresti, il portiere moderno deve unire tecnica e lettura del gioco: “Oggi non basta solo parare. Serve saper giocare coi piedi e leggere gli spazi tra porta e difesa. Sono queste le qualità su cui mi concentro di più”.
Aresti non nasconde l’affetto per i colori rossoblù. “Il Cagliari mi sta piacendo tantissimo. Vedo fame, voglia, carattere. È una squadra giovane ma già matura, potenzialmente da primi dodici posti”. Un pensiero anche per Elia Caprile, portiere titolare: “È uno dei più forti in Italia. Ha continuità e grande tecnica, merita la Nazionale”. Sul futuro della squadra, Aresti è fiducioso: “Con questa mentalità e la guida di Ranieri, il Cagliari può togliersi grandi soddisfazioni”.
Nel corso dell’intervista a Radiolina, Simone Aresti ha espresso parole di grande stima verso il Cagliari Calcio e l’attuale guida tecnica affidata a Fabio Pisacane. “Vedo un Cagliari vivo, con fame, compatto e con una forte identità. È una squadra che mi piace, costruita con equilibrio e con tanti ragazzi che conoscono il valore della maglia rossoblù”, ha raccontato l’ex portiere sardo.
Aresti ha voluto sottolineare anche il ruolo di Pisacane, oggi allenatore del Cagliari dopo anni da giocatore e collaboratore tecnico: “Fabio è una persona straordinaria, un professionista serio che sa trasmettere mentalità, sacrificio e valori autentici. È un esempio per i giovani e sta dimostrando di poter guidare il gruppo con grande competenza.”
Parlando del campionato del Cagliari, Aresti si è mostrato fiducioso: “Il percorso non è semplice, ma vedo una squadra determinata, che segue l’allenatore e gioca con entusiasmo. Questo Cagliari ha le qualità per raggiungere la salvezza e togliersi anche qualche soddisfazione in più.”
Conclude con orgoglio e appartenenza: “Da sardo, vedere il Cagliari combattere con questo spirito è motivo di grande orgoglio. Questa maglia rappresenta un popolo, e i ragazzi lo stanno dimostrando ogni domenica.”
Ripercorrendo la sua carriera, Aresti ricorda con emozione gli esordi e i momenti più belli: “Il giorno dell’esordio in Serie A non ho dormito tutta la notte. Sono orgoglioso del mio percorso: ho dato tutto, ho vinto con il Pescara, ho lottato con la Ternana e l’Olbia, e ho chiuso la carriera nella mia terra”. Oggi, la sua sfida è formare i nuovi numeri uno, trasmettendo valori, disciplina e amore per il ruolo: “Allenare i giovani significa aiutarli a crescere, ma anche imparare da loro ogni giorno. L’obiettivo? Formare portieri completi, dentro e fuori dal campo.”
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