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Ep. 10 – Intelligenza artificiale: imprese sarde terze in Italia Giuseppe Valdes
Michele Ruffi – Giornalista de L’Unione Sarda – ha intervistato Carlo Alberto Carnevale Maffè, economista e docente della SDA Bocconi, che ha tracciato una visione chiara: “la crescita della Sardegna passa dalla sintesi tra turismo, agrifood e tecnologia, con l’intelligenza artificiale come collante.” Il professore ha sottolineato come l’Isola stia vivendo una fase di transizione economica, superando l’era dell’industria pesante per abbracciare un modello fondato su innovazione, territorio e sostenibilità: “Non bisogna concepire turismo, agrifood e tecnologia come temi separati, ma farne un sistema integrato. Il digitale è ciò che connette tutto: nessuno è un’isola, tutti siamo nodi di una rete interconnessa.” Secondo Carnevale Maffè, il futuro della Sardegna risiede proprio nella capacità di fare sintesi tra tradizione e innovazione, trasformando l’esperienza locale in valore globale.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale, il professor Carlo Alberto Carnevlae Maffè ha spiegato che le imprese sarde sono terze in Italia per adozione dell’intelligenza artificiale, dopo Lombardia ed Emilia-Romagna: “È un dato sorprendente e positivo”, ha spiegato Carnevale Maffè. La Sardegna, spinta anche dalla sua necessità di superare l’insularità, ha saputo investire prima di altri in tecnologie digitali e connettività, come dimostrato dal fatto che Cagliari fu il primo luogo in Italia a connettersi a Internet oltre 25 anni fa: “L’intelligenza artificiale non è solo una tecnologia da usare, ma da educare e integrare nelle competenze umane. È un’occasione per trasformare conoscenza e produttività.”
Il docente della SDA Bocconi ha evidenziato come la Sardegna possa attrarre nuove manifatture, non più basate sui bassi costi del lavoro, ma su alta intensità di conoscenza e flessibilità tecnologica. Un esempio concreto? Il settore dei droni: “La Sardegna può diventare un polo per lo sviluppo dei droni a uso civile e ambientale. Parliamo di strumenti per il monitoraggio agricolo, il controllo delle coste, l’analisi delle infrastrutture. Un’area che unisce cielo, terra e mare — e non c’è posto più adatto dell’isola.”
Carnevale Maffè ha ribadito che energia e connettività sono le basi per costruire un futuro competitivo. Servono data center, reti elettriche affidabili e capacità di calcolo per sostenere la digitalizzazione delle imprese: “L’energia non deve essere vista solo come consumo locale, ma come materia prima industriale. Serve per produrre conoscenza, per alimentare l’intelligenza artificiale e creare valore da esportare.” L’economista invita a trovare un equilibrio tra tutela del territorio e sviluppo infrastrutturale, evitando sia lo sfruttamento eccessivo sia la paralisi conservativa.
Sul fronte del PNRR, Carnevale Maffè ha espresso una critica costruttiva: “Il piano è stato frammentato in troppi piccoli progetti. Doveva servire per infrastrutture strategiche, data center, reti energetiche, piattaforme digitali, non per manutenzioni ordinarie. Servono investimenti trasformativi, non tappabuchi.”
Parlando di giovani e ricambio generazionale, l’esperto ha invitato le imprese a rinnovarsi: “I giovani non cercano solo un posto, ma una sfida coerente con i loro valori di vita. Le aziende devono offrire flessibilità, welfare e formazione, non solo stipendio. Ma anche i ragazzi devono impegnarsi: il fenomeno dei NEET è una piaga sociale che va combattuta insieme.”
Riguardo agli incentivi fiscali, Carnevale Maffè ha spiegato che la fiscalità deve essere uno strumento di politica industriale, non un semplice sussidio: “Le zone franche e le agevolazioni fiscali hanno senso solo se inserite in un progetto territoriale. La fiscalità è un investimento pubblico, deve generare benefici collettivi.”
L’economista ha immaginato la Sardegna del futuro come una rete aperta, innovativa e attrattiva per capitali e talenti: “La Sardegna deve tornare a essere laboratorio di innovazione, come negli anni 2000 con Internet. Serve pianificazione, rigore e capacità di attirare capitale umano e finanziario. Se le eccellenze sarde devono andare a Milano per trovare sfide, allora stiamo perdendo un’occasione.”
L’Isola delle Imprese è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.
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