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Inflazione in calo ma prezzi in aumento: cosa sta succedendo secondo Federconsumatori

today26 Febbraio 2026 44 1

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Inflazione in calo, ma il carrello della spesa cresce: “Le famiglie non superano la terza settimana”

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    Inflazione in calo ma prezzi in aumento: cosa sta succedendo secondo Federconsumatori Manuel Cozzolino

L’inflazione rallenta all’1%, ma il carrello della spesa cresce dell’1,9%, incidendo soprattutto su alimentari e beni essenziali. “L’inflazione generale frena solo in apparenza, perché i beni indispensabili aumentano molto più della media”, afferma Michele Carrus, presidente nazionale di Federconsumatori. L’aumento riguarda in particolare alimentari freschi, prodotti per la casa e per la persona, che pesano maggiormente sui bilanci familiari. “Sono proprio questi prodotti a colpire i redditi fissi, aggravando le disuguaglianze sociali nel nostro Paese”, sottolinea Carrus.

Immagine rappresentativa

Famiglie e ceto medio in difficoltà nonostante l’inflazione in calo

Le famiglie a reddito fisso, tra salari e pensioni, faticano ad arrivare alla terza settimana del mese. “Non si parla più di quarta settimana, ma già della terza, perché la famiglia media fatica a superare metà mese”, dichiara Carrus. Secondo le stime dell’associazione, l’aumento dei prezzi comporta una spesa aggiuntiva media di circa 400 euro annui per nucleo familiare. “L’inflazione alimentare si accanisce sui redditi medi e bassi, colpendo chi paga regolarmente le tasse”, evidenzia il presidente.

Le richieste al governo: taglio IVA e fondo contro la povertà

Tra le proposte vi è una revisione, anche temporanea, dell’IVA sui beni di largo consumo. “Con un intervento sull’IVA, la famiglia media potrebbe risparmiare fino a 530 euro l’anno”, spiega Carrus. Federconsumatori chiede inoltre un fondo strutturale contro la povertà energetica e alimentare, oltre a controlli più rigorosi contro le speculazioni. “Servono controlli più stringenti sui prezzi lungo la filiera, perché le speculazioni aggravano la situazione”, afferma il presidente.

Pressione fiscale e disparità tra lavoratori

Il tema si intreccia con quello della pressione fiscale e delle differenze tra lavoro dipendente e autonomo. “A parità di reddito, i lavoratori dipendenti arrivano a pagare il doppio delle tasse rispetto agli autonomi”, sostiene Carrus. Secondo Federconsumatori, le misure attuali, compresi gli sgravi fino a 30.000 euro di reddito, risultano insufficienti per sostenere il ceto medio. “La riduzione dell’IRPEF si traduce in poco più di 50 euro l’anno per molti contribuenti, quindi non è realmente efficace”, conclude Carrus.

Intervista a cura di Simona De Francisci

La Strambata del 26-02-2026

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