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Ritorno in sala per il documentario su Giulio Regeni Francesca Figus e Laura Marongiu
Il documentario su Giulio Regeni torna nelle sale grazie a Notorious Cinema, riportando al centro un caso ancora aperto che continua a interrogare l’opinione pubblica. L’iniziativa nasce dalla volontà di proporre un cinema impegnato, capace di stimolare riflessione e consapevolezza collettiva su una vicenda ancora senza giustizia. Come sottolinea la marketing manager Laura Marongiu, “vogliamo riportare in sala il documentario per dare modo al pubblico di farsi una propria opinione”. Dal 16 aprile, anche a Cagliari, il film offrirà uno spazio di confronto civile, trasformando la visione in un momento di partecipazione attiva e memoria condivisa.

La riprogrammazione del documentario rappresenta una presa di posizione culturale che va oltre la semplice distribuzione cinematografica, aprendo un dialogo su verità e responsabilità. Il caso Giulio Regeni resta infatti emblematico di una ricerca di giustizia ancora incompiuta, che coinvolge non solo la famiglia ma l’intera società civile. Laura Marongiu ribadisce con chiarezza: “noi siamo per la ricerca della verità e vogliamo far vedere questo documentario a quante più persone possibile”. Questa scelta mira a sensibilizzare il pubblico, senza entrare nel merito delle polemiche politiche, ma favorendo una riflessione informata e consapevole.
Le proiezioni del documentario su Giulio Regeni saranno accompagnate da incontri pubblici e momenti di approfondimento, pensati per ampliare il confronto oltre lo schermo cinematografico. A Cagliari, la multisala di Piazza L’Unione Sarda ospiterà queste iniziative, creando uno spazio di dialogo tra spettatori, esperti e comunità locale. “Vogliamo far capire che questa è una vicenda che riguarda tutti noi”, afferma Laura Marongiu, sottolineando il valore collettivo dell’iniziativa. Il progetto punta così a trasformare il cinema in uno strumento di partecipazione attiva, capace di mantenere viva l’attenzione su una storia ancora irrisolta.
Intervista a cura di Francesca Figus
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