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Semaforo a quattro colori: la luce bianca rivoluzionerà il traffico nelle nostre città? Cristian Asara
L’evoluzione della mobilità elettrica e connessa sta spingendo gli esperti a ripensare strumenti che utilizziamo da oltre un secolo. Uno studio della North Carolina State University propone l’introduzione di una quarta luce, di colore bianco, all’interno dei classici impianti semaforici. L’innovazione non è pensata per i conducenti umani, ma per dialogare con le auto a guida autonoma e le infrastrutture intelligenti, le cosiddette Smart Road. L’obiettivo è creare un sistema di comunicazione costante tra i veicoli per ottimizzare il passaggio agli incroci.

In un incrocio dotato di questa tecnologia, la luce bianca segnalerebbe ai guidatori in carne e ossa di seguire semplicemente il comportamento delle auto che li precedono. In questa fase, i veicoli connessi coordinano i loro movimenti tramite sensori e algoritmi, stabilendo la sequenza di passaggio più efficiente. Una scelta che punta a ridurre i tempi di attesa e a fluidificare i flussi, eliminando quegli stop superflui che spesso causano code e rallentamenti nei centri urbani.
Il semaforo ha percorso una lunga strada dal 1868, quando a Londra apparve il primo prototipo a gas con bracci meccanici simili a quelli dei treni. In Italia, la prima installazione risale al 1925 a Milano, segnando l’inizio di una gestione regolata del traffico cittadino. Oggi, il passaggio a un sistema a quattro luci rappresenterebbe un mutamento profondo: non più solo comandi fissi come il rosso o il verde, ma un metodo flessibile capace di adattarsi in tempo reale al numero di mezzi presenti sulla carreggiata.
Radio Smeralda, puntata del 14/04/2026
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