Si chiude con un nulla di fatto il confronto a Roma tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Regione Sardegna sulla continuità territoriale. L’incontro, definito “tecnico” dagli uffici ministeriali e senza la partecipazione del ministro Matteo Salvini, si è limitato ad analizzare le criticità senza arrivare a decisioni operative. La questione centrale resta l’aumento del costo del carburante aereo, che continua a pesare sull’equilibrio del sistema dei voli da e per l’isola. Il direttore de L’Unione Sarda, Emanuele Dessì, è intervenuto in studio per analizzare la notizia.

L’impennata del prezzo del jet fuel, aggravata dalle tensioni internazionali e dal possibile impatto sulla rotta di Hormuz, alimenta i timori su un futuro aumento delle tariffe o una riduzione delle frequenze. Nei giorni scorsi Salvini aveva già aperto a scenari complessi, spiegando come le compagnie aeree stiano spingendo per rincari dei biglietti. In alternativa, sul tavolo resta anche l’ipotesi di un ridimensionamento dei voli, con conseguenze dirette sulla mobilità dei cittadini sardi.
Diversa la linea della Regione Sardegna, che mantiene una posizione più netta. L’assessora ai Trasporti Barbara Manca ha ribadito che la priorità resta la tutela della continuità territoriale, sia garantendo la regolarità del servizio sia proteggendo le tariffe per i cittadini. L’obiettivo dichiarato è evitare sia l’aumento dei prezzi sia la riduzione dei voli, utilizzando tutti gli strumenti disponibili. Tuttavia, in assenza di una decisione politica condivisa, l’incertezza resta alta e il futuro dei collegamenti aerei con l’isola continua a essere in bilico.
Intervista a cura di Francesca Figus
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