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Sardegna, carburante alle stelle: voli e traghetti a rischio Giulio Zasso, Michele Ruffi, Giovanni Dore
La continuità territoriale della Sardegna affronta una fase critica a causa dell’aumento dei costi energetici e delle tensioni internazionali che incidono sul costo di voli e traghetti. “Il problema è globale e riguarda tutti i settori del trasporto, non solo quello aereo e non solo la Sardegna”, sottolinea Giovanni Dore, consulente della Regione Sardegna, evidenziando un contesto economico sempre più instabile.

Le tensioni geopolitiche, in particolare nel Medio Oriente, stanno provocando un aumento significativo del costo del carburante, incidendo direttamente sui voli e sulle tariffe. “Il carburante ha avuto un rialzo importante e le tariffe, soprattutto del jet fuel, sono aumentate sensibilmente”, spiega Dore, indicando un impatto diretto sui costi operativi delle compagnie.

Il sistema di continuità territoriale resta protetto da un meccanismo normativo che garantisce stabilità tariffaria per i cittadini sardi, almeno nel breve periodo. “Abbiamo ottenuto il blocco delle tariffe per due anni per evitare variazioni improvvise a danno dei consumatori”, afferma Dore, ribadendo la centralità del servizio pubblico.

Non tutte le tratte presentano lo stesso livello di rischio, con differenze tra rotte compensate e quelle operate in regime di libero mercato. “I rischi dipendono dall’evoluzione dello scenario internazionale e non ci sono segnali imminenti di criticità operative”, chiarisce Dore, pur lasciando aperta l’incognita futura.
I collegamenti non soggetti a continuità territoriale, fondamentali per il turismo, risultano più vulnerabili a rincari e possibili riduzioni dell’offerta. “Nel libero mercato i vettori possono aumentare i prezzi, cancellare voli o introdurre sovrapprezzi carburante”, evidenzia Dore, sottolineando i rischi per la stagione estiva.
Tra le soluzioni allo studio emerge l’ipotesi di interventi pubblici per compensare l’aumento dei costi energetici, analogamente a quanto avvenuto durante la pandemia. “È plausibile un piano ristori per riportare i costi a livelli sostenibili”, afferma Dore, indicando una possibile risposta istituzionale alla crisi.
Il trasporto marittimo, fondamentale per le merci, risente anche del sistema europeo ETS che penalizza in particolare le isole come la Sardegna. “La Sardegna è tra i territori più penalizzati dal sistema ETS, con costi che incidono su tutta la filiera produttiva”, spiega Dore, denunciando una criticità strutturale.
L’aumento dei costi nel trasporto marittimo si riflette su autotrasportatori, imprese e consumatori, aggravando ulteriormente il sistema economico regionale. “Questi costi si trasferiscono automaticamente su produzione e distribuzione, creando un effetto a catena”, sottolinea Dore, evidenziando l’impatto diffuso.
Nonostante le criticità, la Sardegna mantiene strumenti alternativi per affrontare eventuali emergenze nei collegamenti e garantire la mobilità. “Abbiamo sempre un piano B per salvaguardare il sistema dei trasporti e l’economia dell’isola”, conclude Dore, lasciando aperta la strada a interventi futuri.
Intervista a cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi
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