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Cagliari, centenario della Basilica di Bonaria: al via le celebrazioni Giulio Zasso, Michele Ruffi, Padre Efisio Schirru
A Cagliari sono ufficialmente iniziate le celebrazioni per il centenario della Basilica di Bonaria, con un ricco calendario di eventi religiosi e culturali fino al 24 aprile. “Sono iniziati ieri con la messa di apertura”, ha dichiarato padre Fisio Schirru, sottolineando l’avvio solenne dei festeggiamenti.

Il novenario prevede la partecipazione dei vescovi della Sardegna, che celebreranno ogni giorno fino alla solennità della Madonna di Bonaria, cuore delle celebrazioni annuali. “I diversi vescovi della Sardegna si alterneranno celebrando ogni giorno fino al 24”, ha spiegato padre Schirru, evidenziando l’importanza del percorso spirituale condiviso.
Il 24 aprile rappresenta il momento centrale, con la messa solenne presieduta dal cardinale Matteo Zuppi e una serie di eventi che coinvolgeranno l’intera città. “La mattina alle 11 ci sarà la messa del cardinale Zuppi”, ha affermato padre Schirru.
La Basilica di Bonaria rappresenta uno dei simboli religiosi più importanti della Sardegna, punto di riferimento per fedeli e visitatori nel corso dei secoli. “Bonaria accoglie costantemente le persone che portano le loro ansie, preoccupazioni e gioie”, ha dichiarato padre Schirru, evidenziando il valore spirituale del luogo.
Nel corso della sua storia, la Basilica ha accolto numerosi pontefici, diventando teatro di eventi di grande rilevanza per la comunità religiosa locale e internazionale. “Sono stati quattro i papi: Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto e Francesco”, ha ricordato padre Schirru, sottolineando l’importanza di queste visite storiche.
Il 2026 segna i cento anni dalla conclusione della costruzione della Basilica, iniziata nel Settecento e completata solo nel XX secolo grazie all’impegno dei frati mercedari. “Nel 1926 è stata inaugurata, per cui festeggiamo questi 100 anni di vita”, ha spiegato padre Schirru, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua storia.
Oltre al valore storico, Bonaria continua a rappresentare un luogo vivo, capace di unire tradizione e contemporaneità attraverso celebrazioni partecipate e momenti di comunità. “C’è la speranza che venga anche Papa Leone, ma non lo possiamo pretendere”, ha concluso padre Schirru, lasciando spazio a uno sguardo verso il futuro.
Intervista a cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi
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