Il focolaio di Hantavirus registrato a bordo della nave da crociera olandese Mv Hondius ha acceso l’attenzione internazionale e riportato alla memoria la pandemia di Covid-19. Tuttavia, secondo gli esperti, al momento non esistono elementi che facciano pensare a un’emergenza sanitaria globale. A rassicurare è Aldo Manzin, direttore di Microbiologia e Virologia dell’Aou di Cagliari e professore ordinario all’Università di Cagliari, che invita alla prudenza senza alimentare allarmismi. L’esperto sottolinea che la situazione richiede monitoraggio e misure di contenimento, ma non presenta le caratteristiche di una diffusione pandemica simile a quella del Coronavirus. Veronica Fadda di UnioneSarda.it è intervenuta in studio per commentare la notizia.

Gli Hantavirus comprendono una famiglia di oltre 20 virus differenti, generalmente associati ai roditori. La trasmissione avviene principalmente attraverso il contatto con saliva, urine o feci essiccate degli animali infetti, che possono disperdersi nell’aria sotto forma di aerosol ed essere inalate dall’uomo. Tra i vari ceppi esistenti, quello che desta maggiore attenzione è il virus Andes, raro ma potenzialmente trasmissibile anche da persona a persona. Proprio questo ceppo sarebbe stato identificato sulla nave Mv Hondius. Secondo Manzin, in casi come questo diventano fondamentali l’isolamento dei soggetti positivi, il distanziamento sociale, il monitoraggio dei contatti stretti e il rispetto delle misure igienico-sanitarie. Strategie già adottate durante il Covid e considerate essenziali per limitare la diffusione del virus.
Attualmente non esistono cure specifiche né vaccini contro l’Hantavirus. Per questo motivo, spiegano gli specialisti, la prevenzione rappresenta l’unica arma realmente efficace contro il contagio. Le autorità sanitarie puntano quindi su misure non farmacologiche come isolamento, tracciamento dei contatti, frequente lavaggio delle mani e controllo delle infezioni negli ambienti condivisi. Gli esperti invitano comunque a mantenere alta l’attenzione senza creare panico: il virus Andes è monitorato da tempo dalla comunità scientifica internazionale e, allo stato attuale, non viene considerato una minaccia paragonabile al Covid-19.
Intervista a cura di Paola Pilia
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