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Turismo in Giordania: Petra e Jerash sono aperte ma i visitatori diminuiscono Cristian Asara
La Giordania vive oggi un paradosso geografico. Nonostante il Paese sia distante dal fronte e le sue principali attrazioni, come Petra e Jerash, siano regolarmente accessibili, il settore turistico sta subendo una brusca frenata. I dati relativi ai flussi sono emblematici: a Petra gli ingressi tra marzo e aprile sono scesi a circa 28-30mila visitatori, un dato che stride con i 112mila registrati nei primi due mesi dell’anno. Sebbene gli aeroporti siano operativi e le infrastrutture funzionanti, la percezione di instabilità legata ai conflitti nell’area mediorientale spinge molti turisti a cancellare le prenotazioni.

La situazione attuale appare per certi versi più complessa rispetto al periodo della pandemia. Se durante l’emergenza sanitaria la chiusura totale era una condizione condivisa e chiara, oggi l’incertezza domina il quotidiano degli operatori locali. Molte attività commerciali all’interno del sito di Petra hanno dovuto abbassare le serrande. Per i negozianti e i proprietari di alberghi, il fatto che i voli arrivino e i siti siano aperti non garantisce la sostenibilità economica, creando una condizione di precarietà che colpisce chi vive dell’indotto dei visitatori.
Anche a Jerash lo scenario è simile. Le guide turistiche, che si preparavano a una stagione di rilancio dopo le crisi passate, si ritrovano a fare i conti con un vuoto inaspettato. La Giordania paga spesso il prezzo della sua posizione geografica, trovandosi circondata da contesti instabili che influenzano la fiducia dei viaggiatori internazionali. Una guida locale sottolinea come, ciclicamente dal 2010, ogni tensione nei Paesi confinanti provochi un blocco immediato dei flussi turistici, anche quando la sicurezza interna del territorio giordano non viene messa in discussione.
Per quei pochi che decidono di non rinunciare al viaggio, la Giordania si rivela in una veste insolita. Visitare Petra senza la consueta folla è descritto da alcuni come un privilegio raro. Una scelta che permette di godere del patrimonio archeologico in un clima favorevole, lontano dalle temperature torride dell’estate. Tuttavia, i segni della stagione mancata restano evidenti: voli cancellati da diverse compagnie e un silenzio insolito tra le colonne dei templi romani e le facciate scavate nella roccia rosa.
Radio Smeralda, puntata del 08/05/2026
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