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Ceto medio impoverito e investimenti in crisi: cosa sta cambiando nell’economia italiana Fabio Leoni
L’ultimo rapporto Istat mostra un’Italia resiliente, ma evidenzia criticità profonde legate a crescita economica, salari e investimenti tecnologici. L’attenzione si concentra soprattutto sulla condizione del ceto medio impoverito, elemento che sta incidendo sull’equilibrio economico nazionale. L’economista Carlo Cottarelli ha sottolineato con chiarezza la portata del fenomeno. “Con l’ondata di aumento dei prezzi del 2021-2022, le retribuzioni dei lavoratori dipendenti sono state pesantemente erose”. L’economista evidenzia come la perdita del potere d’acquisto continui a rappresentare una delle principali difficoltà per molte famiglie italiane.

La perdita di capacità di spesa delle famiglie italiane deriva dalla combinazione tra crescita economica limitata e salari colpiti dall’inflazione. Anche il recupero registrato negli ultimi anni non appare sufficiente a compensare le perdite accumulate nel periodo precedente. Carlo Cottarelli ha evidenziato un aspetto centrale legato alle risorse pubbliche. “Se noi diamo 100 euro allo Stato in tasse, la voce più grossa è di gran lunga quella delle pensioni”. L’economista spiega che pensioni, sanità e protezione sociale assorbono oltre metà delle risorse pubbliche disponibili.
Un altro elemento evidenziato dal rapporto riguarda la debolezza degli investimenti tecnologici e delle imprese italiane rispetto ai principali competitor internazionali. La difficoltà di innovare viene collegata direttamente a problemi strutturali che incidono sulla crescita economica del Paese.

Carlo Cottarelli ha indicato un nodo preciso da affrontare. “In Italia è difficile fare attività d’impresa e quindi è più difficile fare investimenti; per questo cresciamo poco”. Secondo l’economista, la dimensione ridotta delle aziende limita sviluppo tecnologico e competitività europea.
Intervista a cura di Massimiliano Rais
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