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Incidenti stradali: la Sardegna è tra le regioni più pericolose Giuseppe Valdes
La Sardegna continua a registrare numeri preoccupanti sul fronte degli incidenti. Dall’inizio del 2026 fino alla fine di luglio sono circa 40 le vittime della strada, un bilancio che conferma come l’Isola resti tra le regioni italiane con il più alto indice di mortalità negli incidenti stradali. A fare il punto della situazione è Michele Vacca, dell’Associazione Utenti Trasporto Pubblico.
Secondo Vacca, il fenomeno dipende da una combinazione di fattori: comportamenti scorretti alla guida, infrastrutture non sempre adeguate e una scarsa cultura della sicurezza stradale. Tra gli aspetti più critici c’è ancora il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, soprattutto sui sedili posteriori: “Molte persone pensano ancora che dietro non siano obbligatorie, quando invece lo sono da decenni”, ha sottolineato.

Il periodo estivo rappresenta tradizionalmente quello più delicato per la viabilità sarda. L’aumento del traffico turistico, le alte temperature e le lunghe percorrenze contribuiscono ad aumentare il rischio di incidenti stradali. Per questo motivo, Vacca invita gli automobilisti a partire nelle ore meno calde, a mantenersi idratati e a evitare condizioni di affaticamento durante la guida.
Particolare attenzione ai motociclisti stranieri che ogni estate percorrono le strade dell’Isola. Secondo il rappresentante dell’Associazione Utenti Trasporto Pubblico, non tutti sono esperti centauri come spesso si pensa. Molti arrivano in Sardegna senza utilizzare abitualmente la motocicletta nel proprio Paese e la noleggiano esclusivamente per le vacanze, trovandosi così ad affrontare percorsi sconosciuti e particolarmente impegnativi.
A questo si aggiunge, in alcuni casi, un eccesso di fiducia e comportamenti imprudenti, aggravati dalla convinzione di poter guidare con maggiore libertà rispetto ai Paesi d’origine. Vacca ha inoltre richiamato l’attenzione sul consumo di alcol durante i tour organizzati, sottolineando come chi si mette alla guida debba sempre rinunciare a qualsiasi bevanda alcolica, indipendentemente dall’ospitalità ricevuta.

Per quanto riguarda gli autovelox, secondo Vacca, rappresentano un importante deterrente quando vengono installati con criteri di sicurezza e non esclusivamente per finalità sanzionatorie. Gli impianti, ha spiegato, risultano efficaci se ben segnalati e collocati in tratti dove i limiti di velocità sono coerenti con le caratteristiche della strada.
Altro tema centrale riguarda i guard rail, spesso definiti “killer” in caso di incidenti motociclistici. Vacca ha precisato che le barriere di protezione sono fondamentali quando impediscono conseguenze più gravi, come cadute da ponti o invasioni della corsia opposta, ma devono essere installate solo dove realmente necessarie e soprattutto dotate dei Dispositivi Salva Motociclisti (DSM).
Questi sistemi consistono in protezioni applicate nella parte inferiore del guard rail che consentono al motociclista di scivolare riducendo la violenza dell’impatto contro i sostegni metallici. Alcuni enti locali della Sardegna, tra cui ANAS, diverse Province e Comuni come Selargius, Olbia e Villasimius, hanno già avviato interventi di questo tipo, contribuendo ad aumentare il livello di sicurezza delle infrastrutture.
Tra gli interventi ritenuti più efficaci figura anche la diffusione degli asfalti drenanti, in grado di limitare il fenomeno dell’aquaplaning durante le piogge intense, sempre più frequenti anche in Sardegna. Vacca ha ricordato come ANAS abbia già realizzato numerosi tratti con pavimentazioni drenanti e sostituito molte vecchie barriere spartitraffico con i moderni New Jersey, migliorando significativamente la sicurezza lungo le principali arterie.
Per l’Associazione Utenti Trasporto Pubblico, la riduzione degli incidenti stradali passa da una strategia complessiva che unisca educazione alla guida, controlli efficaci, manutenzione delle strade, utilizzo dei dispositivi di sicurezza e investimenti nelle infrastrutture. Solo attraverso un approccio integrato sarà possibile invertire il trend che continua a vedere la Sardegna tra le regioni italiane con il più elevato indice di mortalità sulle strade.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
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