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Simona Fanzecco: «La CGIL deve guidare il cambiamento della Sardegna» Manuel Cozzolino
L’elezione di Simona Fanzecco alla guida della CGIL Sardegna apre una nuova fase per il sindacato nell’isola, con un programma che mette al centro sicurezza, lavoro, sanità e contrasto alle disuguaglianze. «Sento il peso di questa grande responsabilità. Le aspettative sono molto alte e cercherò di fare del mio meglio per non deludere chi riconosce nella CGIL un punto di riferimento per i lavoratori.» La nuova segretaria generale, prima donna a ricoprire questo incarico nell’organizzazione regionale, ha illustrato una visione che guarda al futuro senza rinnegare la storia del sindacato. L’obiettivo dichiarato consiste nel rafforzare la tutela quotidiana dei lavoratori, affrontando le profonde trasformazioni economiche e sociali della Sardegna.

La sicurezza nei luoghi di lavoro rappresenta la prima emergenza indicata dalla nuova segretaria della CGIL Sardegna, soprattutto dopo i recenti incidenti mortali che hanno colpito l’isola. «Non è assolutamente una fatalità morire a diciotto anni mentre si svolge un lavoro stagionale.» Secondo Fanzecco, il tema non può più essere affrontato con interventi episodici, perché ogni giorno continuano a verificarsi incidenti che potrebbero essere evitati attraverso controlli efficaci, prevenzione e una cultura della sicurezza condivisa. «È impensabile che ogni giorno muoiano tre persone sul lavoro e che vengano ancora sottovalutati i rischi legati anche ai cambiamenti climatici.» La segretaria ha inoltre richiamato l’attenzione sulle condizioni di chi opera nei campi, nell’industria e sulle piattaforme digitali, sottolineando come le attuali tutele risultino spesso insufficienti.

Per Fanzecco il sindacato deve interpretare le profonde trasformazioni del mercato del lavoro, diventando un riferimento stabile per lavoratori, pensionati e giovani. «La CGIL deve guardare alla prospettiva futura e aggiornare il proprio programma fondamentale, perché il lavoro è completamente cambiato.» Nel corso dell’intervista ha ricordato i 120 anni della CGIL, evidenziando come la lunga tradizione sindacale debba tradursi oggi nella capacità di affrontare nuove forme di precarietà, nuove professioni e una società profondamente diversa rispetto al passato.
Tra le priorità indicate dalla nuova segretaria emerge il contrasto alle disuguaglianze economiche e territoriali, aggravate dalla condizione insulare della Sardegna. «Il principio di insularità rischia di rimanere una lettera morta se non viene accompagnato da strumenti concreti e risorse adeguate.» Secondo Fanzecco, la Regione continua a subire svantaggi strutturali che incidono sulla mobilità di cittadini e imprese, limitando opportunità di lavoro, studio e accesso ai servizi essenziali. «Dobbiamo rivendicare più risorse e strumenti che garantiscano il diritto alla mobilità per motivi di lavoro, salute e studio.»
Un altro tema centrale riguarda la difesa del servizio sanitario pubblico, considerato un diritto costituzionale che deve essere garantito a tutti i cittadini. «Abbiamo bisogno di invertire una situazione drammatica nella quale sempre più persone rinunciano a curarsi.» Fanzecco ha espresso forte preoccupazione per l’allungamento delle liste d’attesa, la carenza di servizi nelle aree interne e le difficoltà di accesso alle cure che interessano migliaia di famiglie sarde. «La salute è un diritto intoccabile e il sistema sanitario deve tornare a essere realmente accessibile, efficiente ed efficace.»
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
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