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Interviste

11 settembre 2001: la testimonianza della cagliaritana Nicoletta Serrenti

micGiulio Zasso, Michele Ruffi, Nicoletta Serrentitoday11 Settembre 2026 41

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11 settembre, 25 anni dopo: la testimonianza della sarda Nicoletta Serrenti

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    11 settembre 2001: la testimonianza della cagliaritana Nicoletta Serrenti Giuseppe Valdes

Sono passati 25 anni dall’11 settembre 2001, l’attentato terroristico che ha sconvolto gli Stati Uniti e cambiato profondamente il mondo. Da quella mattina di settembre sono cambiate le nostre vite, la percezione della sicurezza e gli equilibri internazionali. Ma sono rimasti i ricordi di chi quel giorno lo ha vissuto in prima persona. Tra loro c’è Nicoletta Serrenti, cagliaritana che oggi vive a Bruxelles e si occupa di comunicazione esterna della NATO, ma che 25 anni fa si trovava a New York per uno stage alle Nazioni Unite.

Il volo United Airlines 175 si schianta contro la Torre Sud (Foto Wikipedia)

Nicoletta Serrenti e l’11 settembre vissuto a New York

Era una mattina apparentemente come tutte le altre. Nicoletta Serrenti aveva 22 anni e si trovava a New York come studentessa di relazioni internazionali, impegnata in uno stage alle Nazioni Unite. Le prime notizie sull’incendio alla prima Torre Gemella erano ancora confuse e non permettevano di capire cosa stesse realmente accadendo. Non c’erano gli smartphone e le informazioni arrivavano in modo frammentario, attraverso le televisioni, le persone per strada e le voci che si rincorrevano nel caos.

Serrenti uscì comunque di casa per andare al lavoro. Poi, durante il tragitto, arrivò il momento che avrebbe cambiato per sempre la sua percezione della realtà. Un forte boato, un’esplosione e la sensazione che la terra avesse letteralmente tremato. Il cielo di Manhattan diventò grigio per il fumo, i calcinacci e la polvere, mentre per strada iniziavano a diffondersi le prime voci su un possibile attacco terroristico.

La giovane cagliaritana si trovava a Midtown Manhattan, a distanza dalle Torri Gemelle, nella parte bassa della città. Ma le Twin Towers erano un elemento inconfondibile dello skyline di New York e potevano essere viste da gran parte dell’isola di Manhattan. Il momento più drammatico fu il crollo della prima torre, osservato da lontano insieme a una folla incredula.

Il silenzio irreale dopo il crollo delle Torri Gemelle

Tra le immagini rimaste più impresse nella memoria di Nicoletta Serrenti c’è proprio quella del crollo della Torre Sud. Pochi secondi che sembrarono interminabili, con la struttura che iniziava a sgretolarsi e a venire giù su se stessa. Poi una gigantesca nube di fumo, polvere e calcinacci oscurò la visuale.

In mezzo alla folla, racconta Serrenti, arrivò un silenzio quasi irreale. Le urla e la confusione lasciarono spazio per qualche istante allo stupore e all’incredulità. New York era ferita e sembrava paralizzata, mentre il mondo assisteva attraverso le immagini televisive a una tragedia destinata a cambiare la storia.

Quell’esperienza avrebbe avuto un peso anche nelle scelte professionali successive di Serrenti. L’11 settembre influenzò il suo percorso e la portò ad allontanarsi inizialmente dalla diplomazia e dalle relazioni internazionali, salvo poi ritrovare negli anni il legame con quello che definisce il suo primo amore. Una traiettoria che oggi l’ha portata a Bruxelles, dove lavora per la NATO.

11 settembre, il ricordo alla NATO di Bruxelles

A 25 anni dagli attentati, il ricordo dell’11 settembre continua ad avere un significato particolare anche all’interno della NATO. A Bruxelles, nei giardini dell’Alleanza Atlantica, è conservato un frammento di una delle Torri Gemelle, donato dagli Stati Uniti alla NATO come memoriale delle vittime.

Nel giorno dell’anniversario, le bandiere degli Stati membri vengono abbassate a mezz’asta e davanti al memoriale si svolge un momento di commemorazione. Il segretario generale della NATO e i rappresentanti dei Paesi alleati si riuniscono per ricordare le vittime dell’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 e per sottolineare il valore della memoria.

Per Nicoletta Serrenti, quindi, il 25° anniversario assume un significato particolare. C’è il ricordo personale di quella mattina vissuta a New York e, oggi, quello professionale di chi partecipa alla comunicazione e alle commemorazioni dell’Alleanza Atlantica. Due momenti lontani nel tempo ma legati dalla stessa giornata, quella che ha cambiato la storia degli Stati Uniti e modificato la percezione della sicurezza nel mondo.

Intervista a cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi

La Strambata dell’11-09-2026

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