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Scuola, tetto agli stranieri e latino alle medie Luca Neri, Gianni Zanata
Tetto del 30% agli studenti stranieri nelle classi prime, corsi obbligatori di italiano, divieto di partecipare alle attività scolastiche a volto coperto e ritorno del latino alle scuole medie. Sono alcune delle novità previste dal nuovo provvedimento sulla scuola. Il testo ha già aperto un ampio dibattito. La misura più discussa riguarda il limite del 30% agli studenti stranieri nelle classi prime.
La norma dovrebbe entrare in vigore dall’anno scolastico 2027-2028. Se una scuola supera il limite, potranno essere adottate alcune soluzioni alternative. Tra queste c’è il possibile trasferimento degli studenti in scuole vicine. In alternativa potranno essere organizzati corsi di potenziamento della lingua italiana.
Sono previste anche situazioni in cui i genitori stranieri dovranno frequentare corsi di italiano. In caso di mancata partecipazione, il provvedimento prevede multe da 200 a 1.000 euro. Saranno quindi le singole scuole a dover gestire una parte importante dell’applicazione delle nuove regole.

Il limite agli studenti stranieri è stato pensato anche in relazione alla conoscenza della lingua italiana. È uno degli aspetti che hanno suscitato maggiori discussioni. Gianni Zanata, giornalista di Sardegna 1, ha citato lo storico e studioso della lingua sarda Francesco Casula. Da bambino era cresciuto in una famiglia dove si parlava solo sardo.
A casa, quindi, parlava prevalentemente sardo. Quando è entrato nella scuola elementare ha dovuto confrontarsi con l’italiano. I primi risultati erano bassi. Con il tempo, però, la situazione è cambiata. I voti sono migliorati progressivamente. L’esempio porta a una riflessione sul ruolo della scuola.
La scuola è anche il luogo in cui si impara la lingua italiana. Per questo resta da capire quale sarà l’effetto concreto del nuovo sistema dei tetti. Molto dipenderà anche dalle risorse disponibili. I corsi di potenziamento richiederanno infatti insegnanti, ore di lezione e organizzazione.
Il provvedimento interviene anche sulle famiglie. In alcuni casi i genitori stranieri saranno chiamati a frequentare corsi di italiano. La mancata partecipazione potrà comportare una sanzione economica. Per Zanata, il tema della lingua è importante. Ma la scuola dovrebbe occuparsi anche di altri aspetti della formazione. Tra questi c’è l’educazione civica.
Il nuovo provvedimento interviene anche sul volto coperto a scuola. Non sarà possibile partecipare alle attività scolastiche con il volto completamente coperto nei casi previsti dalla norma. Anche in questo caso sono previste sanzioni da 200 a 1.000 euro. La multa riguarderà i genitori degli studenti interessati.
Il tema riguarda soprattutto alcune studentesse che indossano capi che coprono il volto per motivi religiosi o culturali. La questione mette quindi a confronto identità culturale, libertà religiosa e regole scolastiche.
Resta da capire come sarà applicata concretamente la norma. Un punto delicato riguarda infatti il ruolo degli insegnanti e dei dirigenti scolastici. Il decreto introduce poi il latino nella scuola media. L’insegnamento sarà facoltativo. È prevista un’ora alla settimana.
La scelta riapre il dibattito sull’utilità del latino nella scuola di oggi. Per Zanata, la materia può avere un valore culturale. Il latino ha infatti avuto un ruolo fondamentale nella nascita dell’italiano e delle altre lingue romanze. Non si tratta però soltanto di studiare declinazioni e regole grammaticali.
Lo studio della lingua può servire anche a comprendere l’evoluzione dell’italiano e l’origine di molte parole che utilizziamo ancora oggi. C’è però un problema pratico. Chi insegnerà latino alle scuole medie? La norma prevede il coinvolgimento di docenti di italiano, storia e geografia.
Dovranno però avere una preparazione specifica acquisita nel percorso universitario. Potrebbe quindi essere necessaria una nuova formazione per alcuni insegnanti. Un docente che non studia latino da molti anni potrebbe infatti avere bisogno di un aggiornamento prima di tornare a insegnarlo.
Tra le novità c’è anche il cambiamento della denominazione degli istituti tecnici. Il nuovo modello prevede la definizione di licei tecnici. L’obiettivo è anche quello di ridurre la distanza percepita tra licei e istituti tecnici. Il semplice cambio di nome, però, potrebbe non essere sufficiente.
Intervista a cura di Luca Neri
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