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Ep. 40 – “Dentro la borsa”, il nuovo finale di Francesca Spanu Francesca Figus, Francesca Spanu
Dopo sette anni dalla prima pubblicazione, Francesca Spanu torna con “Dentro la borsa“, riproposto da Il Maestrale con un nuovo finale. «Sette anni sono lunghi, cambiano le persone, cambiano i luoghi, cambiano anche il modo di scrivere», racconta la scrittrice. La nuova edizione conserva la storia di Lidia e Cristina, ma aggiunge un epilogo ambientato sette anni dopo, frutto della maggiore consapevolezza dell’autrice. «La storia di Lidia e Cristina è sempre la storia di Lidia e Cristina, ma il finale racconta cosa è successo in questi sette anni anche alle mie protagoniste».

Cristina è una giovane specializzanda in ginecologia e obiettrice di coscienza, mentre Lidia arriva in ospedale per interrompere una gravidanza. «Cristina è molto fissata con il giudizio, ha paura del giudizio degli altri, ma lei stessa è giudicante», spiega Spanu. L’incontro tra le due donne mette progressivamente in discussione pregiudizi, convinzioni e giudizi personali, trasformandosi in un’amicizia inattesa. «Lidia è l’opposto di lei, apparentemente molto colorata e chiassosa, ed è lì per abortire il figlio dell’amante».

Il tema dell’interruzione di gravidanza resta centrale nel romanzo e accompagna anche la riflessione personale dell’autrice, oggi diversa rispetto a sette anni fa. «Quando ho scritto ero proprio andata molto contro l’obiezione di coscienza, ma quando l’ho ripreso in mano sono diventata una persona diversa», racconta Spanu. Durante la revisione, l’autrice ha scelto di ascoltare anche una dottoressa obiettrice, inserendo nel romanzo un punto di vista differente dal proprio.
Uno dei temi più importanti dell’intervista riguarda l’educazione sessuale e affettiva dei giovani, che secondo Spanu dovrebbe essere rafforzata dentro e fuori dalla scuola. «Questi ragazzi che hanno accesso a tutto, a mille informazioni, sono profondamente ignoranti nell’educazione affettiva e anche nell’educazione sessuale». La scrittrice evidenzia così una distanza tra la quantità di informazioni disponibili e la capacità di affrontare consapevolmente emozioni, relazioni e situazioni difficili. «Ci vorrebbe seriamente l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, ma non solo, anche nelle famiglie».
Per Spanu, tra i ragazzi esiste anche un problema di comunicazione delle emozioni e delle difficoltà, aggravato dal rapporto sempre più stretto con gli schermi. «I ragazzi hanno proprio paura di parlare in generale e ho scoperto che non comunicano nemmeno tra loro se non attraverso lo schermo». La scrittrice collega questa difficoltà anche alla pressione sociale verso prestazioni sempre più elevate, che rende difficile accettare errori e fragilità.
L’intervista sottolinea anche l’importanza dei centri antiviolenza, dei consultori e delle reti territoriali, soprattutto per le giovani che hanno bisogno di ascolto o orientamento. «Non avete paura di venire da noi», è l’invito rivolto da Spanu ai ragazzi, ricordando l’importanza di conoscere i servizi disponibili. La scrittrice parla inoltre della violenza assistita e delle conseguenze che può lasciare sui bambini e sui ragazzi che vivono determinate situazioni familiari. «I nostri bambini e i nostri figli ascoltano e diventano spugne», racconta Spanu, sottolineando il peso delle esperienze vissute indirettamente.
Nonostante i temi delicati, Dentro la borsa conserva amicizia, amore e ironia, con momenti capaci di alleggerire la narrazione. «È un romanzo che parla tanto di amicizia, parla anche d’amore, è anche ironico, ci sono delle scene divertenti», racconta l’autrice. Spanu considera inoltre importante il piacere della scrittura, nonostante il lavoro creativo rappresenti per lei un’attività impegnativa.
Il significato più personale emerge quando Francesca Spanu racconta cosa rappresenti oggi la sua borsa, metafora dei cambiamenti attraversati negli ultimi sette anni. «Dentro la mia borsa rispetto a sette anni fa c’è più consapevolezza, un po’ più di delusione e c’è vuoto», confessa la scrittrice. La nuova edizione diventa così anche il racconto di una maturazione personale, segnata dalle esperienze e dalle perdite vissute nel tempo.
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