play_arrow
Pastori sardi, allarme per i costi del latte: domani l’assemblea a Tramatza Mariangela Lampis, Fabio Pisu
Pastori sardi di nuovo riuniti per fare il punto sulle difficoltà del comparto. È prevista per venerdì 2 ottobre a Tramatza l’assemblea generale convocata dagli allevatori, con l’obiettivo di mettere attorno allo stesso tavolo il mondo della produzione, della trasformazione e le istituzioni. Al centro del confronto ci saranno l’andamento del mercato del latte ovino, gli elevati costi di produzione, il prezzo del latte e le conseguenze delle restrizioni legate alla dermatite bovina e alla lingua blu.
A spiegare le ragioni dei pastori sardi è Fabio Pisu, allevatore, che ha sottolineato la necessità di un confronto ampio per individuare soluzioni concrete alle difficoltà che stanno interessando le aziende. L’appuntamento è stato organizzato coinvolgendo anche cooperative, trasformatori industriali e rappresentanti delle istituzioni, con l’obiettivo di capire quali margini ci siano per affrontare la nuova campagna produttiva.

Uno dei temi principali dell’assemblea sarà quello degli elevati costi di produzione, che secondo gli allevatori stanno mettendo sotto pressione la sostenibilità economica delle aziende. Energia, mangimi e costi generali legati alla gestione degli allevamenti incidono sui bilanci in un momento nel quale anche l’andamento del mercato presenta diverse incognite.
Per Pisu è fondamentale arrivare all’avvio della nuova campagna avendo maggiore chiarezza sul prezzo del latte ovino e sulle condizioni economiche con cui gli allevatori dovranno lavorare. La richiesta è quindi quella di conoscere con sufficiente anticipo i numeri della prossima stagione, per capire se esistano ancora condizioni adeguate per proseguire l’attività.
Il confronto di Tramatza vuole coinvolgere direttamente anche il mondo della trasformazione, con la presenza annunciata dei presidenti delle cooperative e dei trasformatori industriali. L’obiettivo è affrontare il problema dal punto di vista dell’intera filiera e cercare un equilibrio che permetta agli allevamenti di continuare a operare.
Pisu ha inoltre richiamato il contesto internazionale nel quale si muove il comparto. Secondo l’allevatore, le regole europee sulla produzione e gli accordi commerciali con Paesi extraeuropei possono creare condizioni di difficoltà per le aziende agricole europee, soprattutto quando non esiste un adeguato principio di reciprocità negli standard produttivi e ambientali.
Un altro capitolo importante riguarda il Pecorino Romano, prodotto simbolo della filiera ovina sarda e principale riferimento per il mercato. Pisu ha parlato di una flessione del prezzo nell’ultimo periodo, pur invitando a guardare anche alle opportunità che possono arrivare da nuovi mercati.
Per gli allevatori, infatti, puntare esclusivamente su un singolo prodotto può rappresentare un rischio in una fase caratterizzata da forte variabilità dei mercati. La strategia indicata è quella della diversificazione della produzione, valorizzando le numerose eccellenze del comparto agroalimentare sardo.
Il Pecorino Romano continua a rappresentare una delle produzioni maggiormente riconosciute a livello internazionale, ma l’attenzione è rivolta anche alla possibilità di sviluppare nuovi prodotti in base alle richieste del mercato. Per Pisu, occorre quindi osservare le tendenze della domanda e individuare le produzioni che possono avere maggiori possibilità di crescita.
All’assemblea è stata invitata anche la parte istituzionale, con la presenza prevista di rappresentanti della Regione. Tra i temi che gli allevatori intendono approfondire c’è anche l’iniziativa citata durante l’intervista e legata al Pecorino, sulla quale Pisu chiede di conoscere nel dettaglio modalità e tempi di attuazione.
Tra le emergenze che verranno discusse durante l’assemblea dei pastori sardi c’è quella relativa alla dermatite bovina e alla lingua blu. In particolare, secondo Pisu, le restrizioni e i blocchi alla movimentazione del bestiame stanno provocando conseguenze rilevanti per gli allevatori.
La richiesta è quella di introdurre deroghe alla movimentazione verso i centri di ingrasso nelle aree soggette a restrizione, quando le condizioni sanitarie lo consentano. Pisu sostiene che in alcuni casi i focolai che avevano determinato le restrizioni siano stati estinti, pur rimanendo formalmente presenti nelle mappe o negli atti di riferimento.
Il tema sarà quindi portato al centro del confronto tra allevatori e istituzioni, insieme alla necessità di individuare strumenti che permettano alle aziende di continuare a lavorare senza compromettere gli obiettivi di tutela sanitaria.
Per Pisu, però, quella degli allevatori non deve essere considerata una battaglia riservata esclusivamente al mondo agricolo. L’aumento dei costi di produzione finisce per incidere anche sul prezzo pagato dal consumatore finale, rendendo la questione una partita che riguarda l’intera filiera e, più in generale, le famiglie.
Quella di Tramatza sarà la seconda assemblea organizzata dai pastori sardi in questo percorso. Dopo il primo incontro, la scelta è stata quella di convocare nuovamente allevatori, trasformatori e istituzioni per verificare la possibilità di trovare soluzioni condivise. L’esito dell’incontro servirà anche a stabilire i prossimi passi: se non emergeranno risposte ritenute sufficienti, gli allevatori annunciano che le iniziative di mobilitazione potranno proseguire.
Intervista a cura di Mariangela Lampis
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina