La Guardia di Finanza di Cagliari ha eseguito un’ordinanza di misure cautelari personali e reali nei confronti di 11 persone, su 14 indagati, nell’ambito di un’inchiesta su una primaria agenzia di lavoro temporaneo. Sei persone sono state poste agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, mentre per altre cinque è stato disposto l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Il Gip del Tribunale di Cagliari ha inoltre ordinato sequestri preventivi per circa 42 milioni di euro. Le ipotesi di reato contestate sono, a vario titolo, bancarotta e autoriciclaggio. Andrea Deidda, della redazione di UnioneSarda.it, è intervenuto in studio per analizzare la notizia.

Secondo gli investigatori, il presunto sistema sarebbe stato costruito attraverso 11 società satellite, due delle quali con sede in Romania, utilizzate per trasferire risorse dell’impresa poi sottoposta a liquidazione giudiziale. Le distrazioni contestate ammonterebbero a circa 78 milioni di euro e sarebbero iniziate nel 2018. Tra le operazioni finite sotto esame figurano stipendi ritenuti sproporzionati, pagamenti per servizi inesistenti o duplicati e trasferimenti di denaro verso le società collegate. Gli investigatori ipotizzano inoltre la manipolazione dei bilanci attraverso crediti fittizi e debiti previdenziali sottostimati.
Il buco complessivo accertato è di circa 118 milioni di euro. Tra i principali creditori figurano migliaia di lavoratori somministrati presso aziende della grande distribuzione, dell’edilizia, della logistica, dell’impiantistica e delle costruzioni meccaniche. Nei loro confronti sarebbe emerso il mancato versamento di quasi 65 milioni di euro di contributi. L’operazione ha portato anche a 26 perquisizioni nelle province di Cagliari, Sulcis, Nuoro, Belluno, Pisa, Livorno, Roma e Potenza, con sequestri di conti correnti, quote societarie e numerosi immobili.
Intervista a cura di Francesca Figus
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