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Ladri sommelier: rubate 30.000 bottiglie, valore 5 milioni di euro Cristian Asara
Dimenticate i classici caveau delle banche o i negozi di gioielli. Nella notte tra domenica e lunedì, a Cortona, in provincia di Arezzo, una banda di ladri dal palato decisamente raffinato ha preso di mira la sede della celebre azienda fiorentina Marchesi Antinori. Il bottino racconta una vicenda senza precedenti per l’enologia italiana: circa cinque milioni di euro di valore complessivo, corrispondenti a trentamila bottiglie dell’annata 2023. Tra queste spiccano diecimila pezzi di Solaia, insieme a carichi selezionati di Tignanello e Guado al Tasso, con quotazioni che oscillano dai 120 ai 300 euro a bottiglia.

Il piano è scattato con un’organizzazione impeccabile. Un gruppo di almeno sette persone ha prima neutralizzato le telecamere e disattivato i sistemi d’allarme della tenuta toscana. Una volta dentro, la squadra si è presentata con due camion pesanti e, per fare presto, ha utilizzato direttamente i muletti dell’azienda per caricare i bancali. L’amara sorpresa è arrivata soltanto il lunedì mattina, quando i dipendenti hanno trovato i magazzini completamente svuotati.
Piazzare un bottino del genere senza farsi notare non sarà un’impresa semplice. Il Solaia conta infatti su una produzione mondiale di sole 60-70 mila bottiglie all’anno, rendendo ogni cassa facilmente tracciabile sul mercato globale. Dall’azienda è già partita un’allerta internazionale rivolta a collezionisti e ristoratori, invitati a segnalare subito offerte anomale fuori dai canali ufficiali. Due tir carichi di grandi etichette toscane non possono sparire nel nulla come fumo, e mentre le indagini proseguono a tutto campo, resta aperta la caccia a un carico che scotta.
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