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Caffè Corretto

Cagliari, bottiglietta d’acqua manomessa in Tribunale: indagini in corso

micMatteo Vercelli e Francesco Pinnatoday15 Ottobre 2026

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Le indagini a Cagliari sulla bottiglietta d’acqua manomessa in Tribunale e sul caso della minore

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    Cagliari, bottiglietta d’acqua manomessa in Tribunale: indagini in corso Matteo Vercelli e Francesco Pinna

La cronaca giudiziaria di Cagliari è segnata da due vicende delicate, raccontate dal giornalista Francesco Pinna sulle pagine de L’Unione Sarda. La prima riguarda una tirocinante della Corte d’Appello, ricoverata dopo aver bevuto da una bottiglietta d’acqua acquistata al Palazzo di Giustizia. La seconda riguarda una dodicenne rimasta incinta e il successivo arresto del padre, disposto nell’ambito delle indagini. Nel corso dell’intervista, Pinna ha ricostruito gli elementi emersi, sottolineando la necessità di tutelare la vittima minorenne e rispettare la presunzione di innocenza.

Tribunale di Cagliari

Bottiglietta sospetta al Palazzo di Giustizia

La tirocinante ha accusato bruciore alla gola e malessere dopo aver bevuto alcuni sorsi d’acqua, descritta da testimoni come caratterizzata da odore e sapore dolciastri. Sull’involucro sarebbe stato individuato un piccolo foro, successivamente sigillato. La Procura ha ricevuto una denuncia e i Carabinieri della sezione di polizia giudiziaria hanno sequestrato la bottiglietta. Sono stati annunciati accertamenti sul contenuto residuo e controlli sulle altre bottiglie presenti nell’edificio. Come ha spiegato Francesco Pinna, «per capire se si tratti di un caso isolato o di qualcosa di molto più preoccupante».

Minore incinta, arrestato il padre: gli sviluppi giudiziari

La seconda vicenda riguarda una dodicenne rimasta incinta, inizialmente vittima di una presunta aggressione sessuale secondo il racconto riferito agli investigatori. Gli accertamenti sul DNA, effettuati sul materiale biologico fetale, avrebbero evidenziato una compatibilità con quello del padre, portando all’adozione della misura cautelare in carcere. L’indagato doveva comparire davanti alla GIP per l’interrogatorio di garanzia, mentre la difesa della famiglia è stata riorganizzata per un’incompatibilità professionale. Pinna ha ricordato un principio fondamentale: «Resta naturalmente la presunzione di innocenza, perché il dato è di natura tecnica».

Intervista a cura di Matteo Vercelli

Caffè Corretto del 15-10-2026

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