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Riscaldamento in Sardegna: quando si accendono i termosifoni? Cristian Asara
Mentre gran parte del Nord Italia avvia gli impianti tra ordinanze e deroghe, in Sardegna la stagione termica comincia più tardi. L’isola è suddivisa principalmente tra le zone climatiche C e D, con alcune aree costiere inserite nella fascia B e i comuni montani nella fascia E. Per città come Cagliari e i centri della fascia C l’avvio ordinario è fissato al 15 novembre per un massimo di 10 ore giornaliere, mentre nei comuni della zona D, come Sassari e Nuoro, l’accensione è prevista dal primo novembre per 12 ore al giorno. Le località più temperate della zona B dovranno attendere il primo dicembre, con un limite di 8 ore quotidiane. Le attuali temperature superiori alle medie stagionali garantiscono comunque un rinvio naturale dell’uso dei riscaldamenti in tutto il territorio regionale.

Nel resto del Paese il calendario nazionale del 15 ottobre si presenta a macchia di leopardo a causa del caldo anomalo. A Milano i termosifoni possono funzionare per sole otto ore al giorno fino al 30 ottobre, con limite a 19 gradi. A Torino il sindaco ha posticipato l’accensione al 19 ottobre, mentre a Seregno la partenza slitta al 22 ottobre. Anche i comuni di pianura dell’Emilia-Romagna e l’area metropolitana di Bologna hanno posticipato l’avvio al primo novembre. A Roma, inserita nella zona D, la data di riferimento resta il primo novembre, mentre Napoli attende la metà del mese.
Il ritardo del freddo rappresenta un aiuto per contenere i consumi prima di un inverno che si preannuncia oneroso. Secondo le stime diffuse da Facile.it, con le attuali tariffe a prezzo bloccato sul mercato libero la spesa per scaldare la casa può toccare in media 1.016 euro, con un incremento del 26% rispetto all’anno scorso. L’analisi prende come parametro un consumo di 646 standard metri cubi a 1,57 euro per Smc, comprensivo di oneri e quote fisse. Un confronto attento tra i fornitori di energia può generare fino al 27% di risparmio nel passaggio da una tariffa onerosa a una più conveniente.
Gestire la temperatura interna è il passo principale per limitare le uscite senza rinunciare al benessere. Abbassare il termostato di un solo grado fa risparmiare fino a 95 euro a stagione, mentre ridurre l’orario di un’ora al giorno vale circa 32 euro. Risulta utile sfruttare le valvole termostatiche ed evitare l’abuso di stufette elettriche energivore. Di notte conviene chiudere persiane e tapparelle per bloccare la dispersione termica, mantenendo liberi i caloriferi da tende spesse o coperture che ostacolano la diffusione uniforme dell’aria calda.
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