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Riscaldamento in Sardegna: quando si accendono i termosifoni?

today15 Ottobre 2026

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In Sardegna i termosifoni restano ancora spenti grazie al clima mite, mentre incombono i rincari sulle bollette invernali.

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    Riscaldamento in Sardegna: quando si accendono i termosifoni? Cristian Asara

 

Mentre gran parte del Nord Italia avvia gli impianti tra ordinanze e deroghe, in Sardegna la stagione termica comincia più tardi. L’isola è suddivisa principalmente tra le zone climatiche C e D, con alcune aree costiere inserite nella fascia B e i comuni montani nella fascia E. Per città come Cagliari e i centri della fascia C l’avvio ordinario è fissato al 15 novembre per un massimo di 10 ore giornaliere, mentre nei comuni della zona D, come Sassari e Nuoro, l’accensione è prevista dal primo novembre per 12 ore al giorno. Le località più temperate della zona B dovranno attendere il primo dicembre, con un limite di 8 ore quotidiane. Le attuali temperature superiori alle medie stagionali garantiscono comunque un rinvio naturale dell’uso dei riscaldamenti in tutto il territorio regionale.

Termosifoni e riscaldamento

Il quadro nazionale: rinvii e deroghe da Milano a Bologna

Nel resto del Paese il calendario nazionale del 15 ottobre si presenta a macchia di leopardo a causa del caldo anomalo. A Milano i termosifoni possono funzionare per sole otto ore al giorno fino al 30 ottobre, con limite a 19 gradi. A Torino il sindaco ha posticipato l’accensione al 19 ottobre, mentre a Seregno la partenza slitta al 22 ottobre. Anche i comuni di pianura dell’Emilia-Romagna e l’area metropolitana di Bologna hanno posticipato l’avvio al primo novembre. A Roma, inserita nella zona D, la data di riferimento resta il primo novembre, mentre Napoli attende la metà del mese.

Stime sui costi: bollette più care per le famiglie

Il ritardo del freddo rappresenta un aiuto per contenere i consumi prima di un inverno che si preannuncia oneroso. Secondo le stime diffuse da Facile.it, con le attuali tariffe a prezzo bloccato sul mercato libero la spesa per scaldare la casa può toccare in media 1.016 euro, con un incremento del 26% rispetto all’anno scorso. L’analisi prende come parametro un consumo di 646 standard metri cubi a 1,57 euro per Smc, comprensivo di oneri e quote fisse. Un confronto attento tra i fornitori di energia può generare fino al 27% di risparmio nel passaggio da una tariffa onerosa a una più conveniente.

Le buone pratiche quotidiane per tagliare i consumi

Gestire la temperatura interna è il passo principale per limitare le uscite senza rinunciare al benessere. Abbassare il termostato di un solo grado fa risparmiare fino a 95 euro a stagione, mentre ridurre l’orario di un’ora al giorno vale circa 32 euro. Risulta utile sfruttare le valvole termostatiche ed evitare l’abuso di stufette elettriche energivore. Di notte conviene chiudere persiane e tapparelle per bloccare la dispersione termica, mantenendo liberi i caloriferi da tende spesse o coperture che ostacolano la diffusione uniforme dell’aria calda.

Radio Smeralda del 15-10-2026

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