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Dalla pista al mare aperto: svelati i segreti di Ferrari Hypersail Cristian Asara
Ferrari Hypersail entra nella fase operativa finale. Il monoscafo volante da 100 piedi, ideato per affrontare le grandi traversate oceaniche, ha completato la verniciatura e la livrea ufficiale. Nei cantieri sono arrivate anche le appendici mobili, gli elementi immersi che permettono all’imbarcazione di staccarsi dalla superficie dell’acqua. Con questo passaggio, la casa di Maranello svela l’architettura tecnica che unisce l’idrodinamica avanzata alla gestione elettronica della navigazione.

Il volo sull’acqua dipende dall’azione coordinata di tre componenti posti sotto lo scafo. I foil laterali funzionano come ali e spingono la struttura verso l’alto per azzerare l’attrito con l’acqua. La chiglia integra a sua volta un profilo alare con parti mobili, offrendo un terzo punto di appoggio stabile. Infine, il timone monta un flap verticale che corregge la direzione istante per istante, assicurando il mantenimento della rotta voluta.
A coordinare i movimenti interviene il Flight Control, una piattaforma elettronica derivata direttamente dalle vetture da corsa. Una rete di sensori legge onde, vento e velocità, inviando i dati a un computer centrale. Questo elaboratore aziona pistoni e bracci meccanici per calibrare l’inclinazione delle ali in tempo reale. I velisti a bordo rimangono al comando, liberati dalle regolazioni continue per concentrarsi sulla tattica e sulle traiettorie.
La struttura dello scafo impiega strati di fibra di carbonio per garantire rigidità contro la forza delle onde. Nei punti sottoposti a sforzi estremi sono stati inseriti rinforzi in titanio. L’intero programma conta oltre 20 brevetti sviluppati a Maranello, tra cui verricelli elettrici avanzati, turbine per l’energia rinnovabile e una randa a doppia superficie, trasferendo le simulazioni aerodinamiche dall’asfalto alle rotte oceaniche.
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