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Scorie nell’Isola: il popolo sardo unito per dire no Giuseppe Valdes
Focus sulle scorie nucleari e sulla rivolta dell’Isola dopo l’aggiornamento dei siti ritenuti idonei dal ministero dell’ambiente. A livello nazionale le zone idonee sono state ridotte da 67 a 51, ma non sono state eliminate quelle sarde. Tra i comuni coinvolti c’è Guasila. Una brutta sorpresa per la sindaca Paola Casula e per tutta la comunità: “Un regalo di Natale poco gradito”, come ha spiegato la prima cittadina, in collegamento all’interno di Caffè Corretto.
Una battaglia che non riguarda solo i singoli comuni, ma che coinvolge tutto il popolo sardo. Come ha spiegato la sindaca, esistono dei dati oggettivi che testimoniano l’inadeguatezza dell’Isola a ospitare le scorie. Il trasporto via mare ad esempio non è la migliore soluzione. Si tratta inoltre dei siti con presenze archeologiche o importanti produzioni agricole. Ci sono tante motivazioni che avrebbero dovuto portare il governo a escludere la Sardegna dalle aree idonee. La richiesta, con forza, è che vengano eliminate le zone sarde, con il sostegno della Regione.
Un coro di no che unisce il mondo della politica e i candidati per le prossime elezioni regionali 2024. Una questione importante che non va travisata, come ha spiegato la sindaca di Guasila. Si tratta di una battaglia di tutti che non bisogna strumentalizzare a fini elettorali: “Non è una partita che stiamo giocando oggi, il popolo sardo si è espresso tanti anni fa con un referendum”, spiega Paola Casula ai microfoni di Radiolina. In queste ore il direttore de L’Unione Sarda Emanuele Dessì sta ricevendo le testimonianze di tantissimi sindaci sardi, preoccupati per la situazione delicata. La prima cittadina di Guasila ha spiegato che la mobilitazione ci sarà e coinvolgerà l’intera Isola.
Intervista a cura di Paola Pilia
Caffè Corretto del 14-12-2023