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Ep. 14 – Legge di Bilancio 2026: cosa cambia per le imprese? Radiolina
La Legge di Bilancio 2026 introduce un pacchetto di misure fiscali particolarmente rilevante per il sistema produttivo italiano, con l’obiettivo di rafforzare digitalizzazione, transizione energetica e sviluppo territoriale. Tra le novità più significative emerge il ritorno dell’iperammortamento, strumento già introdotto nel 2017 e ora riproposto in una nuova veste per sostituire il precedente credito d’imposta legato al piano Transizione 4.0.

Secondo gli esperti Fabio Cocco e Michele Ippolito, commercialisti e dottori di ricerca rispettivamente dell’Università di Pisa e dell’Università di Cagliari, l’iperammortamento rappresenta un incentivo fiscale particolarmente vantaggioso per le imprese che investono in beni strumentali innovativi. La misura consente una maggiorazione del costo fiscale dei beni fino al 180% per investimenti entro i 2,5 milioni di euro, generando un’importante deduzione ai fini delle imposte sui redditi.
Il beneficio riguarda sia beni materiali sia immateriali legati alla trasformazione digitale e tecnologica, ma anche investimenti orientati alla sostenibilità, come quelli destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo. Non si tratta di un credito d’imposta, bensì di una maggiore deduzione distribuita nel tempo secondo le quote di ammortamento, con un impatto diretto sugli equilibri di bilancio aziendali.
Tra le innovazioni più rilevanti introdotte nel 2026 spicca anche il nuovo approccio ai controlli fiscali, con l’introduzione del contraddittorio preventivo obbligatorio, noto anche come contraddittorio endoprocedimentale. Questa novità segna un cambiamento significativo nel rapporto tra imprese e Agenzia delle Entrate.
In passato, dopo le verifiche fiscali, l’amministrazione procedeva direttamente con l’emissione dell’avviso di accertamento. Oggi, invece, viene notificato preventivamente uno “schema di atto”, una sorta di bozza che consente all’impresa di presentare osservazioni, difese e documentazione entro 60 giorni. Questo passaggio apre a un dialogo anticipato, offrendo la possibilità di correggere eventuali criticità o raggiungere un accordo.
È inoltre possibile attivare l’istituto dell’accertamento con adesione, che consente di ridurre le sanzioni fino a un terzo in caso di accordo con l’amministrazione. Secondo Michele Ippolito, questa riforma introduce un approccio più collaborativo e meno conflittuale, anche se richiede alle imprese una gestione strategica della fase difensiva, soprattutto in presenza di potenziali rilievi di natura penale.
Un altro pilastro della Legge di Bilancio 2026 è rappresentato dalla conferma del credito d’imposta ZES (Zone Economiche Speciali) per il triennio 2026-2028, misura particolarmente rilevante per le imprese del Mezzogiorno, inclusa la Sardegna.
Le ZES sono aree geografiche caratterizzate da condizioni economiche più fragili, dove lo Stato interviene con incentivi mirati per favorire investimenti produttivi, innovazione e crescita occupazionale. Il credito d’imposta è rivolto a investimenti in macchinari, impianti e attrezzature destinati a strutture produttive situate in queste zone.
Per accedere al beneficio, le imprese devono rispettare precise scadenze e adempimenti. La comunicazione iniziale degli investimenti deve essere presentata entro il 30 maggio 2026, indicando sia le spese già sostenute sia quelle previste entro fine anno. Successivamente, sarà obbligatorio inviare una comunicazione integrativa nel gennaio 2027 per confermare gli investimenti effettivamente realizzati.
Un aspetto cruciale riguarda la pianificazione: gli investimenti dichiarati nella fase iniziale non potranno essere superati nella comunicazione finale, pena la perdita del beneficio per la quota eccedente. La misura è accessibile a tutte le imprese, comprese quelle estere con stabile organizzazione in Italia, e non presenta le limitazioni previste per l’iperammortamento.
In questo contesto, emerge anche il tema della responsabilità amministrativa delle imprese (D.Lgs. 231/2001), che impone alle aziende di adottare modelli organizzativi e sistemi di controllo per prevenire reati e sanzioni. Una corretta governance aziendale diventa quindi fondamentale non solo per evitare rischi legali, ma anche per sfruttare al meglio le nuove opportunità fiscali.
La Legge di Bilancio 2026 si configura così come un intervento organico e strategico, capace di offrire strumenti concreti alle imprese italiane per affrontare le sfide della trasformazione digitale ed energetica, rafforzando al tempo stesso il dialogo con il Fisco e incentivando lo sviluppo dei territori più fragili.
L’Isola delle Imprese è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.
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