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Festival Signal Reload, vent’anni di ricerca a Cagliari Fabio Leoni
Il Festival Signal Reload celebra a Cagliari la ventesima edizione, in programma all’EXMA dal 17 al 20 settembre 2026, con 24 appuntamenti dedicati alla ricerca musicale. La manifestazione coincide con i trent’anni dalla nascita dell’associazione TiconZero, realtà che ne sostiene l’organizzazione e l’attività culturale. Il direttore artistico Daniele Ledda presenta un programma costruito intorno alla sperimentazione, all’improvvisazione e alla valorizzazione delle risorse artistiche sarde, affiancate da ospiti internazionali. «Questa edizione coincide anche con i 30 anni di costituzione dell’associazione TiconZero», sottolinea Ledda, evidenziando il doppio anniversario.

Il programma del Festival Signal Reload riflette una filosofia sviluppata negli anni, con particolare attenzione agli artisti che operano in Sardegna attraverso linguaggi sperimentali e percorsi di ricerca. Tra gli appuntamenti figurano giovani performer e compositori sardi, insieme a protagonisti della scena nazionale e internazionale, come Elsa Martin e Jan Torner. Spazio anche alla Snake Platform, orchestra di improvvisazione diretta da Ledda, e a Ed Carlsen, attivo tra musica neoclassica e colonne sonore. «È un festival che ha come obiettivo percorsi di sperimentazione e ricerca, ed è abbastanza lontano dalle opportunità mainstream», spiega il direttore artistico.
Tra gli appuntamenti più significativi figura Coincidentia Oppositorum, progetto che riunisce alcuni protagonisti dell’esperienza musicale da cui nacque TiconZero, con Marco Caredda alle percussioni. La programmazione prosegue con nuove produzioni, il progetto Clavius di Ledda e un’esperienza di live cinema dedicata a migrazione, sradicamento ed erranza. Natura Morta e Materia Fantasma portano infatti a Cagliari una prospettiva latinoamericana, ampliando ulteriormente la dimensione internazionale della manifestazione. «Abbiamo sempre dato molto spazio ai musicisti che praticano nella nostra terra l’improvvisazione, la sperimentazione e i percorsi di ricerca», conclude Ledda.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
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