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Spesa, perché i prezzi continuano a salire Fabio Leoni
I prezzi della spesa in Sardegna continuano a risentire di tensioni internazionali, costi energetici e difficoltà nella produzione agricola. Antonello Ricco, direttore commerciale del Gruppo Superemme S.r.l., ha spiegato le principali dinamiche. Il responsabile della grande distribuzione ha evidenziato soprattutto l’impatto dei trasporti sull’isola, dove gran parte delle merci arriva via mare. «Noi in Sardegna questo costo di trasporto, l’aumento dei prezzi del gasolio, lo paghiamo due volte perché qui tutto arriva via nave», ha dichiarato Ricco, collegando gli aumenti alle tensioni sul petrolio.

Secondo Ricco, l’aumento del petrolio produce conseguenze lungo tutta la filiera, incidendo sui trasporti e successivamente sui prezzi dei prodotti. La crisi dello Stretto di Hormuz rappresenta, nella sua analisi, uno degli elementi che hanno contribuito alla crescita del costo del carburante. L’effetto riguarda camion, navi e movimentazione complessiva delle merci destinate ai supermercati. «Quando sale il petrolio sale il gasolio e il costo di trasporto di ogni camion, di ogni nave, di ogni viaggio», ha spiegato il direttore commerciale. L’impatto coinvolge anche fornitori sardi e produzioni locali.
Tra i prodotti maggiormente interessati dai rincari figurano detersivi, carta per la casa, uova, bevande e alcune specie ittiche. Ricco ha indicato aumenti del 10% per ammorbidenti e prodotti destinati al bucato, mentre altri detergenti hanno superato il 5%. Anche uova fresche, acque e bibite hanno registrato incrementi significativi, mentre merluzzo e platessa hanno risentito della minore disponibilità di pesce. «Frutta e verdura hanno pagato un prezzo salatissimo a questo aumento delle temperature», ha sottolineato Ricco, collegando il caro-spesa anche alle conseguenze delle ondate di calore.
Non tutti i prodotti, però, hanno seguito una traiettoria crescente, perché alcune categorie hanno registrato diminuzioni durante gli ultimi mesi. Tra queste figurano latte e derivati, con burro e mozzarelle indicati in calo tra il 5% e il 15%. Alcune tipologie di riso hanno invece segnato una riduzione intorno al 10%, mentre il cioccolato ha registrato ribassi compresi tra il 5% e il 10%. «Abbiamo anche prodotti che hanno avuto prezzi in ribasso in questi ultimi mesi dell’anno», ha affermato Ricco, evidenziando un andamento differenziato.
Le famiglie sarde hanno modificato le proprie abitudini, effettuando acquisti più frequenti e meno consistenti rispetto alla tradizionale grande spesa settimanale. Secondo Ricco, questa modalità permette anche di ridurre gli sprechi e acquistare quantità maggiormente proporzionate alle necessità quotidiane. Parallelamente, cresce l’attenzione verso supermercati e superstore di prossimità, mentre aumenta la presenza dei prodotti freschi nel carrello. «Oggi si va più spesso e si compra meno per volta», ha spiegato Ricco, illustrando anche le strategie di Superemme basate su promozioni, prezzi bassi e buoni spesa digitali.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
La strambata del 16-09-2026
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