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Cessione Saras: preoccupazioni e speranze per il bene dell’Isola Egidiangela Sechi, Giampiero Manca
A 62 anni dalla sua fondazione, la famiglia Moratti ha deciso di vendere il 35% della Saras all’olandese Vitol. Egidiangela Sechi ha fatto il punto della situazione con Giampiero Manca, segretario generale Filctem – Cgil Cagliari.
Saras è una delle più importanti e grandi raffinerie del Mediterraneo, con una capacità produttiva di 300 mila barili e 15 milioni di tonnellate l’anno, circa il 20% della produzione nazionale di carburanti. Saras è anche una produttrice di energia, con il 45.9% dei consumi energetici della Sardegna. I dipendenti della Saras sono 1576, con l’80% dell’esportazione tototale della Sardegna. Nel 2022 ha registrato un fatturato di 15.8 miliardi di euro e ha versato alla Regione Sardegna accise per 1.287 miliardi di euro. Con le accise la Saras paga l’assistenza sanitaria di più di 2 sardi su 10.

Saras (Foto L’Unione Sarda)
La compagnia olandese nasce nel 1966 a Rotterdam. Oggi è una delle principali multinazionali energetiche e commercializza gas e petrolio con 7.4 milioni di barili al giorno e 250 navi. Nel 2022 Vittol ha registrato un fatturato di 505 miliardi di dollari e 15 miliardi di utili. La cessione era nell’aria, ma nessuno si aspettava avvenisse in maniera così veloce, come ha dichiarato il segretario Filctem – Cgil ai microfoni di Radiolina. Dopo 62 anni di gestione Moratti, i cambiamenti preoccupano: “Siamo abituati a giudicare le aziende per quello che fanno”, racconta Giampiero Manca.
Come ha spiegato il segretario generale Filctem-Cgil, il Governo potrebbe attuare la Golden Power. Si tratta di uno strumento normativo che viene adottato in particolari condizioni, quando avvengono operazioni finanziarie che coinvolgono aziende di interesse nazionale. Il Governo infatti ha il compito di effettuare una serie di verifiche e apportare particolari condizioni. Filctem-Cgil è consapevole che questa operazione potrà portare nuovi benefici al territorio sardo, per fare in modo che si salvaguardi l’occupazione dei suoi dipendenti diretti e indiretti. Il territorio e la raffineria hanno sempre lavorato in simbiosi per il bene dell’economia sarda.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
La Strambata del 20-02-2024