• home Home
  • keyboard_arrow_right Podcast
  • keyboard_arrow_rightEp.15 – Sagittarius A*, il buco nero al centro della Via Lattea

Una Finestra sull'Universo

Ep.15 – Sagittarius A*, il buco nero al centro della Via Lattea

today13 Aprile 2024 173 8

Sfondo
share close

Una Finestra sull’Universo con Manuel Floris: Sagittarius A*, una sorgente di onde radio

  • cover play_arrow

    Ep.15 – Sagittarius A*, il buco nero al centro della Via Lattea Manuel Floris, Ciriaco Goddi

Una Finestra sull’Universo, l’appuntamento su Radiolina per raccontare l’universo, a cura dell’astrofisico e direttore del Planetario de L’Unione SardaManuel Floris. Ospite della puntata Ciriaco Goddi, astrofisico Dell’Università di Cagliari e membro dell’Event Horizon Telescope Collaboration. È uno degli autori della prima immagine di un buco nero.

Il centro galattico: il buco nero supermassiccio Sagittarius A*

Il centro galattico della Via Lattea contiene una vasta collezione di oggetti. Tra questi, vi sono nebulose di gas incandescenti, stelle di neutroni, nane bianche ed un buco nero supermassiccio – Sagittarius A* – di massa 4 milioni di volte superiore a quella del Sole. Il primo indizio della presenza di un buco nero al centro della nostra galassia risale al 1933, quando l’ingegnere radio Karl Jansky rilevò un segnale radio proveniente dalla direzione della costellazione del Sagittario, in prossimità di quello che oggi sappiamo essere il centro galattico. Negli anni ottanta fu ipotizzato che il segnale avesse origine da un buco nero e, dopo quasi quarant’anni di studi ed osservazioni, nel 2022 venne rilasciata la prima immagine del disco di accrescimento di Sagittarius A*, realizzata attraverso l’Event Horizon Telescope.

Sagittarius A*
Il disco di accrescimento di Sagittarius A*, la seconda immagine di un buco nero ad essere rilasciata. Crediti: EHT Collaboration

Attraverso le nebulose e la coltre di gas

Se non fosse oscurato da nebulose e gas, il centro galattico, con le sue decine di miliardi di stelle, apparirebbe più luminoso di una luna piena. A 27mila anni luce dal nostro pianeta, questa regione dello spazio è osservabile attraverso diverse tecniche: le onde radio – che hanno consentito di scoprire il buco nero supermassiccio – e la luce infrarossa. A questo proposito, l’iniziativa dell’Event Horizon Telescope consiste in un sistema di radiotelescopi ed antenne radio distribuiti a livello globale e collegati tra loro per l’osservazione spaziale.

Manuel Floris e Ciriaco Goddi (Astrofisico) negli studi di Radiolina
Manuel Floris e Ciriaco Goddi (Astrofisico) negli studi di Radiolina

Un’immagine, quella della Sagittarius A*, che mostra la struttura dei campi magnetici del plasma. Dunque, una parte della materia, viene in realtà spazzata via. Dei risultati che svelano l’intorno del buco nero, ma non il contenuto. L’obiettivo è quello di migliorare la qualità delle immagini dei telescopi, anche se sarà difficile osservare l’interno di un buco nero. Forse fra venti o trent’anni, lanciando delle parabole satellitari, le immagini potrebbero assumere maggiori dettagli (una tecnologia in lavorazione).

Ascolta Una finestra sull’Universo anche su Spotify

Una finestra sull’Universo è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.

Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina

 


Una Finestra sull'Universo

Rate it