play_arrow
Legambiente: “Intervenire subito sull’inquinamento a Piscinas” stage@radiolina.it
La situazione di inquinamento acquifero della zona di Arbus – con l’afflusso di fanghi rossi carichi di metalli pesanti in mare a Piscinas – è stata definita dagli ambientalisti come un disastro ambientale a tutti gli effetti. Commenta la situazione, ospite in studio, Giorgio Querzoli, responsabile scientifico Legambiente Sardegna e docente della facoltà di architettura dell’Università di Cagliari.
L’inquinamento dell’acqua ad Arbus e Piscinas è un disastro perpetuo che avviene discretamente ogni giorno da decine di anni. Nelle acque del Rio Piscinas, si riversano costantemente 2400 chili di zinco e quasi 10mila di solfati. Queste sostanze, altamente nocive in alte concentrazioni, vanno a costituire per sedimentazione i fanghi rossi che colorano il corso d’acqua ed affluiscono in mare nella zona di Piscinas. “In qualche modo il Rio Piscinas nella giornata mondiale dell’acqua ha voluto ricordare a tutti la drammaticità della sua situazione ‘sanguinando’.” commenta Giorgio Querzoli.
Gli sversamenti fanno pagare al territorio un prezzo altissimo in termini di ecosistema e biodiversità. Nonostante le rassicurazioni del Sindaco di Arbus, Paolo Salis, sulla sicurezza e la balneabilità della località di Piscinas, la qualità delle acque lungo il corso del Rio – dove i sedimenti sono più concentrati – non è affatto delle migliori. “La situazione non appare sempre in modo eclatante, ma non per questo è meno grave.” dichiara Querzoli “Serve rinaturalizzare il territorio e provvedere a ciò che non è mai stato fatto.”

Legambiente è particolarmente sensibile alla questione e si muove per l’attivazione – al più presto – dei progetti di bonifica e riqualificazione del territorio. Occorre valutare con precisione lo stato del suolo e, successivamente, intervenire con la bonifica definitiva operando il biorisanamento dalle sostanze nocive. “Se sarà necessario realizzare delle opere, bisogna stare attenti a preservare l’ecosistema e la biodiversità.” afferma “E non dimentichiamo che i residui dei trattamenti vanno rimossi in sicurezza.”
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
La Strambata del 15-04-2024