“Le 150 ore di Torino”: una mostra tra Piemonte, Lombardia e Sardegna Giuseppe Valdes
Il 18 aprile presso il Circolo Arci Antonio Banfi, nel quartiere di Barriera a Milano è stata inaugurata la mostra dedicata alla scuola delle “150 ore” di Torino. La mostra è curata dal cagliaritano Francesco Pongiluppi, ricercatore e docente del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’educazione dell’Università di Torino. Pongiluppi è anche vicepresidente dell’Associazione dei Sardi in Torino A. Gramsci. La mostra, intitolata “È ora, è ora, la scuola a chi lavora! Le 150 ore a Torino” si potrà visitare a Milano fino al 13 maggio. Successivamente verrà esposta tra scuole e associazioni di Piemonte e Sardegna.
Nel 1973, un operaio sardo emigrato a Torino scrisse delle parole che riflettono una realtà diffusa tra molti lavoratori: la sensazione di essere sottovalutati e di dover lottare per il proprio futuro. Da quel momento, le “150 ore” hanno segnato una svolta epocale nell’educazione degli adulti in Italia.
Le “150 ore” furono introdotte con il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro metallurgico nel 1973, dopo anni di intense mobilitazioni. Si trattava di un monte ore individuale per lo studio retribuito, un diritto fondamentale che sottolineava l’importanza dello sviluppo personale e professionale dei lavoratori.
Grazie a questa iniziativa, oltre 2.500 lavoratori a Torino, tra cui molti immigrati, poterono accedere a corsi statali speciali di scuola media. Questa conquista contrattuale permise loro di ottemperare all’obbligo di studio nell’anno scolastico 1973-74, aprendo così la strada a un’ampia partecipazione di categorie precedentemente escluse, come casalinghe, disoccupati, precari e giovani dropout.

Questa iniziativa non solo ha rappresentato un momento di emancipazione culturale e politica per molti sardi e sarde, ma ha anche aperto la strada a nuove sperimentazioni didattiche. Le “150 ore” sono state un esempio di contestazione positiva dell’immobilismo ministeriale, dimostrando la possibilità di immaginare un’alternativa nel mondo dell’educazione degli adulti.
Come ha spiegato Francesco Pongiluppi ai microfoni di Radiolina, la mostra sbarcherà in Sardegna in autunno: “Siamo in contatto con alcune realtà del cagliaritano e della Barbagia”, ha spiegato il ricercatore. Un vero e proprio percorso didattico che verrà accompagnato da momenti divulgativi e seminari che coinvolgeranno la cittadinanza.
Intervista a cura di Stefano Birocchi
La Strambata del 23-04-2024